«Su Villa Paris sterili polemiche»

21 Ottobre 2014

Il sindaco: «La Soprintendenza poteva vincolarla negli anni scorsi»

ROSETO. «Se la Soprintendenza avesse realmente ritenuto imprescindibile il valore storico di villa Paris avrebbe avuto tutti gli strumenti per vincolarla negli anni». Non si è fatta attendere la replica del sindaco Enio Pavone, dopo la nuova presa di posizione della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo sulla questione di villa Paris. «L’amministrazione ha agito nel pieno rispetto della legge», torna a ribadire il primo cittadino rosetano, «e anche dei diritti di chi, titolare e compratore di un bene privato non vincolato, ha tutto il diritto di farne, nei limiti di quanto previsto dalla legge, l’utilizzo che ritiene opportuno». Pavone si dichiara inoltre «un fermo e convinto sostenitore», prosegue la sua nota, «della necessità di tutelare, ove presente, il patrimonio culturale, artistico ed edilizio della nostra Roseto». E qui la stoccata all’indirizzo della Soprintendenza, nella cui prima lettera chiedeva al Comune solo dei chiarimenti sul tipo di intervento in atto. «Non sono disposto a essere strumentalizzato all’interno di una vicenda i cui contorni sono stati chiariti, più di una volta e carte alla mano», tuona infatti il sindaco, «ma che invece viene ricacciata fuori, in maniera pilatesca, da chi, se avesse voluto agire, avrebbe avuto tutti gli strumenti per farlo. Tutto ciò infatti da adito, ancora una volta, solo a sterili polemiche che creano disinformazione tra le persone che non conoscono la realtà dei fatti». (f.ce.)

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