Subito il processo all’assassino di Mihaela

23 Aprile 2020

La Procura ha chiesto il giudizio immediato per Daravoinea, che ha confessato di aver ucciso la giovane compagna

NERETO. La Procura chiede il giudizio immediato per l’assassino di Mihaela: le tappe obbligate di un procedimento giudiziario scandiscono i tempi dell’ennesimo caso di femminicidio in questa Italia in cui nemmeno l’emergenza cooronavirus ferma la strage di donne uccise.
Nei giorni scorsi la richiesta di giudizio immediato (a processo subito saltando l’udienza preliminare) è stata presentata al tribunale dal sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo. L’indagine, dopo aver ricostruito nei minimi particolari la dinamica di una inchiesta nei fatti chiusa con la confessione di Cristian Daravoinea, il 36enne compagno di Mihaela Roua, la 32enne mamma uccisa a coltellate nel mese di ottobre nell’abitazione di Nereto.
L’uomo, rintracciato qualche ora dopo l’omicidio, da subito (prima davanti al pm e poi davanti al gip nell’interrogatorio di garanzia) ha ammesso di aver ucciso la donna a coltellate dopo una lite scoppiata in casa durante l’ora di pranzo. «È come se avessi avuto un blackout che non mi ha fatto capire più nulla», aveva ripetuto al giudice il 36enne ora rinchiuso nel carcere teramano di Castrogno con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. In questi mesi l’esame dei cellulari e del computer (affidati dalla Procura a vari consulenti e agli accertamenti scrupolosi dei carabinieri del Ris) nella sostanza non ha aggiunto elementi nuovi nella ricostruzione della dinamica di quelle drammatiche ore nell’appartamento che i due avevano acquistato.
La coppia, residente in Italia ormai da anni, si stava separando: la donna aveva deciso di lasciare il compagno e aveva parlato con un avvocato per capire quali procedure seguire per avviare tutte le pratiche e i due stavano trovando l’accordo migliore anche e soprattutto nell’interesse della piccola.
Secondo le prime testimonianze raccolte tra amici e conoscenti tutto niente che potesse far presagire il drammatico epilogo.
Poi la violenta lite scoppiata in casa il 9 ottobre e le coltellate che hanno lasciato senza mamma una bambina di sei anni per cui successivamente sono stati nominati due curatori speciali. Oggi la piccola vive con i nonni materni che per seguirla hanno lasciato la Romania e si sono trasferiti in Italia, in un posto fuori dall’Abruzzo. Tutto quello che sua mamma sognava per lei è sfumato in un attimo, spazzato via da un’onda violenta e inarrestabile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA