«Sugli atti annullati la Mastropietro non c’entra nulla»
GIULIANOVA. Secca replica del sindaco Fracesco Mastromauro al Cittadino Governante sulle tre determine dirigenziali ritenute sospette. Il primo cittadino parla di «errore grossolano da parte di chi...
GIULIANOVA. Secca replica del sindaco Fracesco Mastromauro al Cittadino Governante sulle tre determine dirigenziali ritenute sospette. Il primo cittadino parla di «errore grossolano da parte di chi alimenta equivoci». L’atto che contiene i provvedimenti in questione, fa notare il sindaco, risale al 13 luglio pur se pubblicato a novembre. Secondo Mastromauro, dunque, non c’è alcun mistero né sussistono dubbi. Si sarebbe trattato, insomma, di una clamorosa svista da parte di Franco Arboretti nonostante abbia «alle spalle tanta esperienza da amministratore, come sindaco e consigliere comunale». Mastromauro rileva infatti che la data del 14 novembre attiene ad un visto di regolarità contabile apposto dal dirigente Corinto Pirocchi. Con questo chiarimento verrebbe meno il sospetto gettato sul provvedimento giacché questo non è stato predisposto dalla dirigente Maria Angela Mastropietro nel frattempo finita sotto inchiesta. «Non essendoci la sua firma», evidenzia il primo cittadino, «si chiarisce di conseguenza il primo dubbio». A detta Mastromauro, inoltre, risulta del tutto infondata anche la seconda perplessità legata ai motivi per i quali l’atto è stato revocato e subito riadottato. Le ragioni sarebbero prettamente giuridiche e riconducibili ad uno specifico decreto legislativo.
«Al fine di utilizzare correttamente delle somme accantonate», spiega il sindaco, «è stato necessario modificare e riapprovare a norma di legge il relativo regolamento». Da parte del primo cittadino, infine, giunge un’ultima stoccata rivolta ad Arboretti. «Indubbiamente siamo di fronte a dei passaggi amministrativi complessi per la gente comune, ma ciò non può essere una scusante per chi ha delle responsabilità», conclude Il Cittadino Governante ha molta dimestichezza con leggi, norme, regolamenti, carte e quant’altro, per cui non può accampare scusanti». Secondo Mastromauro «si potrebbe correre il rischio, ignorando certi passaggi, di gettare fango sulle persone con sospetti fuori luogo». (al.al.)
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