Sulla crisi in Comune l’ombra delle prossime politiche

TERAMO. Sarà ufficializzata questa mattina la data del prossimo consiglio comunale. La conferenza dei capigruppo, infatti, è chiamata a confermare la scelta del 6 giugno per la convocazione della...
TERAMO. Sarà ufficializzata questa mattina la data del prossimo consiglio comunale. La conferenza dei capigruppo, infatti, è chiamata a confermare la scelta del 6 giugno per la convocazione della seduta in cui il sindaco Maurizio Brucchi darà comunicazioni sull'esito della crisi. In consiglio approderanno provvedimenti come l'introduzione degli sconti sull'occupazione del suolo pubblico, non approvata un mese fa quando Alfredo Caccioni, Vincenzo Falasca e Domenico Sbraccia manifestarono il loro dissenso nei confronti dell'amministrazione per il riallargamento della giunta a nove assessori e lasciarono di fatto la maggioranza senza numeri per governare, e le proposte di modifica al Masterplan.
La questione politica sarà comunque l'argomento principale del confronto con i dubbi, che saranno risolti solo nei prossimi giorni, sul riassetto dell'organigramma e sul programma di fine consiliatura. Entrambi gli aspetti saranno definiti nella riunione di maggioranza che Brucchi convocherà entro la fine della settimana. Al di là dell'accoglimento delle richieste dei dissidenti, con il ridimensionamento della giunta a sei assessori, sullo sfondo restano gli scenari possibili in vista delle prossime elezioni politiche. Nel suo documento programmatico Brucchi ha scritto che resterà fino al termine del mandato, fissato per la primavera del 2019. Le indiscrezioni sulle candidature in Forza Italia, secondo cui il sindaco sarebbe in corsa per un posto stando alle indicazioni di Silvio Berlusconi, rischiano di rimettere in discussione questa intenzione. Nelle file della maggioranza e tra gli stessi dissidenti c'è chi pensa che la nuova giunta avrà comunque vita breve, visto che Brucchi si dovrebbe dimettere in ottobre per correre per un seggio in parlamento. L'anticipazione del voto, che deriverebbe da un imminente accordo sulla legge elettorale, taglierebbe fuori il sindaco dalla possibile candidatura. Alle vicende nazionali si lega anche la sorte della legislatura in Regione che, con eventuali rimescolamenti di carte e aspirazioni elettorali, potrebbe avere ulteriori conseguenze sul futuro prossimo dell'amministrazione comunale.(g.d.m.)
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