Sulla Gran Sasso Teramano resta l’incubo del fallimento

TERAMO. Approvato il bilancio 2019 della Gran Sasso Teramano, ma la situazione della società in liquidazione proprietaria degli impianti sciistici di Prati di Tivo e Prato Selva resta difficile e si...
TERAMO. Approvato il bilancio 2019 della Gran Sasso Teramano, ma la situazione della società in liquidazione proprietaria degli impianti sciistici di Prati di Tivo e Prato Selva resta difficile e si spera nell’aiuto della Regione. Si farà un tavolo tecnico promosso dall’assessore regionale Piero Fioretti per salvare la stazione di Prati di Tivo e garantirne il futuro. È questa la soluzione discussa ieri mattina durante l’assemblea della Gst. Il documento contabile è stato approvato dalla maggioranza dei soci: Regione, Provincia e Comune di Pietracamela, presenti all’incontro attraverso i propri rappresentanti, mentre voto sfavorevole è stato dato dall’Asbuc di Pietracamela e assenti sono stati l’Asbuc di Intermesoli, la Camera di commercio e il Comune di Fano Adriano. Un bilancio che ribadisce la situazione delicata della società, che ha debiti totali per un milione e 200mila euro, oltre a due decreti ingiuntivi dal Comune di Fano e dall’Asbuc pretarola per i canoni non versati per l’utilizzo dei terreni dove insistono gli impianti. Inoltre i bandi per la messa in vendita di tutte le attrezzature, a esclusione della cabinovia della Madonnina di proprietà della Provincia, finora sono andati deserti. Il prossimo è il 22 luglio.
«In poco tempo siamo riusciti ad approvare i bilanci 2017, ’18 e ’19, ma siamo in una situazione di stallo», ha spiegato Gabriele Di Natale, liquidatore della società, «aspettiamo i prossimi due bandi al ribasso, altrimenti poi ci sarà la resa dei conti che non vogliamo e per scongiurare la quale ci stiamo muovendo». Il fallimento della Gst potrebbe far precipitare la situazione della stazione ed è per questo che sono stati presi degli impegni. «Abbiamo pensato a delle iniziative che coinvolgano delle cooperative sociali per svolgere giornate in montagna con dei programmi ad hoc», ha proseguito Di Natale, «ce la stiamo mettendo tutta per salvare i Prati, al contrario dell’Asbuc di Pietracamela che potrebbe riprendersi i terreni. Ma ora la cabinovia funziona e ringraziamo il gestore Marco Finori che ha dato sempre la sua piena disponibilità. Il fatto che l’assessore Fioretti e il vicepresidente della Provincia Recchiuti si stiano mettendo a disposizione per provare a salvare la situazione, anche se alla fine del percorso, è un segnale positivo».
Adele Di Feliciantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

