«Sulla piazza decide la politica»

Critiche al progetto della “Giulianova Patrimonio” per il mercato
GIULIANOVA. «Non spetta all'amministratore della Giulianova Patrimonio compiere le scelte strategiche per questa città, bensì ai politici democraticamente eletti ed, eventualmente, ai cittadini tramite gli organismi della partecipazione». Ferma presa di posizione del gruppo “Il Cittadino governante” nei confronti dell’amministratore unico della partecipata, Luca Ranalli, che nei giorni scorso era intervenuto nel dibattito innescato dal progetto che interessa l’ex mercato coperto. «Non possono essere gli amministratori delle società partecipate ad intervenire nel dibattito per replicare ad una forza politica presente in consiglio comunale», scrive Franco Arboretti, «l’ha fatto, sorprendentemente, l’amministratore unico della Giulianova Patrimonio Ranalli, e le sue considerazioni, un po’ saccenti e un po’ fuori luogo, dimostrano che non ha compreso il senso dei rilievi critici che abbiamo mosso alla proposta di realizzare un hospice in piazza Dalla Chiesa». Sul futuro del mercato coperto e della piazza, il Cittadino Governante ha le idee ben chiare e tempo fa ha anche presentato un progetto che ora torna a ribadire in un comunicato stampa: “La piazza è vocata alla centralità per la sua collocazione tra il Lido ed il Paese e proprio per questo, e per la bellezza paesaggistica che la circonda, va rivitalizzata con scelte opportune, e non quelle presentate nel piano industriale dalla Giulianova Patrimonio». Secondo Arboretti il sito deve essere vivo e vitale tutti i giorni, dunque non adatto come contesto per un hospice. Arboretti attacca poi la società partecipata per le condizioni di degrado in cui versa l’area occupata dal mercato della verdura e dell’intera piazza e sottolinea che il progetto presentato dalla Giulianova Patrimonio configge con la battaglia del Comune per l’ospedale di 1° livello sulla costa: «L’amministrazione si sta battendo, con buone possibilità di successo, per ottenere sul proprio territorio uno dei due ospedali per acuti di 1° livello della provincia. Una politica accorta saprebbe che non si può pretendere tutto a Giulianova e che avanzare anche la richiesta dell’hospice significherebbe indebolire la scelta strategica che abbiamo presentato alla Regione. Questo avevamo detto, non altro come lascia invece intendere Ranalli». (m.l.)
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