«Sulla tomba di mio figlio per il sì alla legge»

Omicidio stradale: parla la mamma teramana che da anni si batte per le nuove norme
TERAMO. Pasqua Gina ti porta dritto al cuore di questa storia. Che è la sua e di tanti genitori che piangono i figli morti sulle strade vittime di ubriachi alla guida, manovre azzardate, sorpassi vietati.
Per anni lei e gli altri hanno girato l’Italia per invocare la legge sull’omicidio stradale «perchè senza giustizia non c’è pace»: mercoledì Pasqua Gina D’Ambrosio ha atteso l’ultimo sì sulla tomba di Luigi Edoardo. Perchè così aveva promesso al suo “Gigi”, figlio unico, che aveva solo 19 anni quando il 2 settembre del 2008 venne investito ed ucciso da una macchina ad Alba Adriatica. Era in sella al suo scooter, aveva il casco, venne travolto da un’auto che faceva inversione di marcia: l’autista non è stato mai processato, l’inchiesta è stata archiviata nonostante le richieste d’opposizione. «Avevo fatto un a promessa il giorno dell’incidente e l’ho mantenuta», dice questa insegnante 59enne di Colonnella che dalla vita ha preso più pugni di quanti potrà mai restituirne ma che ai suoi studenti insegna il valore profondo di uno Stato di diritto, «certo mio figlio non torna, ma questa è una legge che rende giustizia, significa che il suo omicidio e quello di tanti altri ragazzi morti sulle strade non sarà più considerato di serie B. Chi ha sbagliato deve pagare e non ci sarà più impunità. Sono stati introdotti concetti come l’azzardo, la temerarietà, l’inversione ad U con la striscia continua, tutte cose per cui noi genitori ci siamo battuti per anni». E allora, proprio perchè il dolore non passa mai e non è vero che la morte è sempre uguale perchè quella dei figli uccisi sulle strade è qualcosa che non lascia margine, non concede pietà, Pasqua Gina che insegna materie giuridiche è stata chiamata a collaborare alla stesura del nuovo codice della strada, quello che dovrà essere rivisto dopo l’entrata in vigore della legge sull’omicidio stradale. «A livello istituzionale ci hanno chiesto di collaborare alla stesura del nuovo codice e ai lavori delle commissioni anche in materia di prevenzione perché prima di punire occorre educare al rispetto delle regole», dice, «la battaglia sarà adesso riuscire in un cambiamento culturale nei confronti dell' omicidio stradale anche nelle aule dei tribunali perché i nostri figli vengono uccisi due volte, sulla strada e nelle aule dei tribunali. Giovanni Paolo II diceva che senza giustizia non c’è pace. Non so se la pace arriverà mai, ma con questa legge ci sarà sicuramente giustizia. Io e mio marito ora lotteremo per far riaprire le indagini sulla morte si mio figlio per poter rinviare a giudizio l’indagato anche se la prescrizione segnerà i nostri passi»
Mercoledì prossimo Pasqua Gina e gli altri genitori si ritroveranno a piazza Montecitorio per ringraziare chi ha lottato con loro per far approvare la legge. Non sarà sola. Gigi, come sempre, sarà al suo fianco.
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