Sulle scuole la sfida più impegnativa

Il commissario Legnini punta sulla semplificazione e sugli strumenti speciali in suo possesso per velocizzare i lavori
TERAMO. L'emergenza sanitaria legata al coronavirus ha messo in luce, ancora una volta, i ritardi legati alla ricostruzione pubblica e in particolare all'edilizia scolastica. Ritardi che nel cratere, e in particolare nel Teramano, hanno creato ulteriori difficoltà nel reperimento di spazi per riaprire le scuole in sicurezza. Ed è proprio sulla scuola che nel corso della visita alla nuova scuola Superiore a Norcia ha puntato i riflettori il commissario straordinario Giovanni Legnini.
«La ricostruzione delle scuole, anche alla luce delle nuove esigenze indotte dalla crisi sanitaria, rappresenta oggi una delle sfide più impegnative nel processo di ricostruzione post sisma», ha detto Legnini, «le ordinanze fin qui licenziate hanno individuato e finanziato il ripristino di 250 plessi scolastici, con un importo di 625 milioni di euro. Diciannove sono state già realizzati. Ora sono in corso di affidamento gli incarichi di progettazione per 88 istituti, per 56 scuole è in corso, invece, l’attività di progettazione e per 6 i cantieri sono in fase di lavorazione». Numeri importanti ma che testimoniano anche la necessità, a quattro anni dal sisma, di imprimere un'accelerazione al processo di ricostruzione. «Per questo ambito cruciale della ricostruzione pubblica l’impegno di tutta la complessa macchina della ricostruzione», ha concluso, «dovrà essere decisamente rafforzato nelle prossime settimane, anche sfruttando le norme di semplificazione varate dal governo ed eventualmente dei poteri speciali ora attribuiti al commissario per accelerare le opere pubbliche prioritarie».
Un tema sollevato ieri anche dal sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, che ha confermato come il blocco della ricostruzione scolastica abbia aggravato i problemi legati alla ripartenza delle scuole in era Covid. «In merito allo strumento dei poteri speciali derogatori del commissario la scuola dovrà essere oggetto di specifica ordinanza», ha commentato D'Alberto, «in quanto gli edifici scolastici sono edifici strategici, dove si costruiscono le future comunità». Per la situazione del Comune di Teramo il sindaco, che ieri ha partecipato a un incontro tecnico all'Usr, ha ricordato come proprio in questi giorni si stia definendo la fase di aggiudicazione per le progettazioni della Savini e del Braga, mentre per la San Giuseppe sono già stati affidati tutti i livelli di progettazione, compresa l’esecutiva. C'è poi la San Giorgio, per cui si è in fase di progettazione definitiva, mentre per la De Iacobis è stato appena incardinato il procedimento della gara per la progettazione. «Bisogna poi distinguere i fondi dell'Usr da quelli del ministero», ha concluso, «rispetto ai quali siamo riusciti a recuperare anche un importante finanziamento per l'adeguamento sismico della Risorgimento».
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