Super ospedali, si riaccende la competizione con L’Aquila
TERAMO. Suscita dibattito negli ospedali la lettera aperta scritta dal segretario aziendale dell’Anaao dell’Aquila che fa degli appunti al piano di riordino della rete ospedaliera stilato dalla...
TERAMO. Suscita dibattito negli ospedali la lettera aperta scritta dal segretario aziendale dell’Anaao dell’Aquila che fa degli appunti al piano di riordino della rete ospedaliera stilato dalla Regione. Loreto Lombardi, oltre a criticare la non scelta di fare due ospedali di secondo livello in Abruzzo (super ospedali con tutte le specialistiche, secondo quanto disposto dal decreto Lorenzin) entra nel dettaglio parlando delle varie specialistiche degli altri ospedali. In particolare critica la scelta di aumentare le unità operative complesse di neurochirurgia dalle due previste inizialmente (a Pescara e L’Aquila) a tre, con Teramo. E, continua Lombardi nel giro di 60 chilometri fra Chieti e Teramo ci saranno ben quattro chirurgie toraciche (due a Pescara, una a Chieti e una a Teramo) e due neurochirurgie (una a Pescara e una a Teramo)». E, alla fine, chiede una Cardiochirurgia e una Chirurgia toracica per le aree interne.
Di diverso avviso Vincenzo Cipolletti, presidente della commissione sanità del Comune di Teramo: «Ci si deve impegnare nella chiusura dei piccoli ospedali che vanno riconvertiti, perchè assorbono risorse per i quattro poli di attrazione nei capoluoghi. Sono d'accordo che ogni realtà provinciale debba avere più discipline possibili: tutti abbiano diritti a stessi servizi e opportunità. Ma ribadiamo che sia L’Aquila che Teramo debbano avere due ospedali di secondo livello: Teramo è già pronta, l'Aquila faccia altrettanto. C'è da ribadire che L’Aquila ha più una vocazione formativa, quella assistenziale ce l'ha Teramo. In ogni caso, in un'ottica di razionalizzazione dei parametri sanitari, per specialità di altissimo livello, come cardiochirurgia e neurochirurgia, si deve far riferimento a un bacino più ampio».
Interviene anche Filippo Gianfelice, componente dell’esecutivo nazionale Anaao: «Il riordino della rete ospedaliera riaccende, come sempre, campanilismi mai sopiti. L’Anaao da diversi anni persegue la linea delle due grosse aree funzionali Teramo-L’Aquila e Chieti-Pescara, che rappresentano i bacini di abitanti più corretti per l’applicazione del decreto ministeriale 70 e quindi per dare una migliore cura ai pazienti. In questo ambito ricercare due ospedali di secondo livello o un ospedale di secondo livello funzionale fra le due province associate, può portare solo a un miglioramento dell’assistenza per i cittadini, ma più importante è che si rispettino quelle che sono le vocazioni, cresciute nel tempo, dei diversi ospedali, senza improvvisazioni e senza pretese, avendo a mente un quadro regionale di programmazione e distribuzione». Gabriella Marini, segretario aziendale dell’Anaao aggiunge: «Se si deroga da quanto concordato, le cose diventano complicate. Teramo e L'Aquila sono 2 aree vaste che dovrebbero essere messe in condizioni di condividere in rete le esperienze migliori e di fare lavorare insieme i territori, senza penalizzare le aree più interne della regione. Mi unisco all'invito di Lombardi di lavorare insieme per ottimizzare professionalità e risorse in un piano di riorganizzazione regionale chiaro, e che non metta i territori in condizione di contrapporsi. Il piano proposto non risponde alle esigenze di questa regione, noi continuiamo a sollecitare la formazione di 2 assi funzionali: Teramo-l'Aquila e Chieti-Pescara».

