Superata la prova dei test «Ma due ore sono poche»

23 Giugno 2015

Gli studenti: «Era quella più temuta, ma siamo soddisfatti del risultato» E all’Iti pensano al lavoro: «Dopo gli esami andiamo subito a caccia di un posto»

TERAMO. Gli studenti teramani alle prese con gli esami di maturità hanno affrontato ieri la terza e ultima prova. Orari, durata, tipologia di domande e materie su cui si sarebbe svolto il test sono stati scelti dalle commissioni delle varie scuole. «Speriamo bene! Portavamo cinque materie, per un totale di 10 domande aperte. Abbiamo avuto due ore e mezza, non è molto. Era la prova più temuta»: così raccontano Giulia Bucciarelli e Laura De Iuliis della 5 E del liceo classico che dopo gli orali si regaleranno una vacanza a Gallipoli con gli amici, prima di cominciare l’avventura universitaria. Si sono trovate ad affrontare la stessa tipologia d’esame anche Lorenza Lamberti e Asia Chiappini della 5 A del liceo classico, che al termine della terza prova commentano: «Erano tutte domande aperte dalla prima all’ultima. Il tempo è bastato ma 30 minuti in più avrebbero fatto comodo, soprattutto per riorganizzare ben 5 materie. Il brutto è passato, poteva andare peggio».

Le due ragazze, che hanno trascorso il fine settimana sui libri studiando insieme, porteranno al colloquio una tesina multidisciplinare trattando come argomenti “La follia” e “L’alter ego”. Per il futuro, invece, le studentesse hanno già le idee chiare dal momento che progettano di studiare psicologia e psicologia criminale. All’istituto tecnico industriale Alessandrini Idalberto Alvarez della 5 Meccanica dice di non essere stato particolarmente in ansia per gli esami, ha dovuto affrontare solo domande aperte: «Finora è andata bene. Abbiamo avuto 2 ore, con domande aperte su 4 materie: inglese, matematica, meccanica e sistemi. All’Ipsia invece hanno avuto qualcosa a crocette. I prof della nostra commissione sono stati bravi, ma ho sentito che non è stato così per tutti gli indirizzi». Quanto al futuro, il ragazzo, che al colloquio orale presenterà una tesina sul “Novecento”, punta al lavoro: «Una volta conseguito il diploma, completerò l’iscrizione a Garanzia Giovani. Grazie a questo progetto, due miei amici hanno già iniziato a lavorare. Uno di loro ha avuto un contratto con stipendio pieno». Anche i suoi compagni di classe, finiti gli esami, cercheranno un impiego. «Non sono intenzionato a continuare gli studi, avendo scelto un indirizzo tecnico», spiega Giovanni Di Giacinto, «da due anni sono già iscritto al centro dell’impiego. Una volta passata l’estate, vorrei trovare qualcosa». In relazione all’ultimo scritto, il ragazzo, affiancato da Ercolino Chiappini, Andrea Possemato e Simone Cialini, commenta: «In ogni caso la prova più temuta di tutte era la terza, neanche la seconda. Ora siamo un po’ più tranquilli, anche per l’orale, perché abbiamo visto come sono i commissari esterni».

Anche gli studenti della 5 scienze applicate del liceo pedagogico Milli hanno atteso con un po’ d’ansia la terza prova. «E’ andata molto meglio rispetto alle previsioni. Abbiamo avuto cinque materie, tra cui chimica in inglese, tutte con domande aperte. Su tutte e tre, finora la prova di oggi è quella che ci ha fatto più paura, con le prime due eravamo rassegnati. Ma anche con l’orale non si scherza», raccontano assieme Valeria D’Arcangelo, Marco Di Saverio, Federica De Flaviis, Giulia Astolfi, Chiara Di Luca, Ramona Basilii, Veronica Catucci e Natascia Petrelli. Chimica in inglese anche nella terza prova delle ragazze della 5 A del Linguistico - Rebeca Panti, Anna Iervella, Monika Pavlova, Francesca Di Michele, Nicole Scarpone - che commentano: «Abbiamo avuto due ore e mezza, pensavamo di non farcela ma poi è andata bene. Ora manca l’orale la prossima settimana. Il colloquio fa più paura delle prove scritte, perché bisogna parlare e devi sapere tutto. Non sai che domande aspettarti».

Chiara Di Giovannantonio

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