Superbollette, c’è una via d’uscita

3 Febbraio 2016

Il Ruzzo: «È possibile tornare ai contatori secondari. La tariffa? La decide l’Ato»

ROSETO. «Rinnoviamo la nostra disponibilità all’ascolto e restiamo a disposizione di chiunque voglia chiarimenti o voglia individuare una possibile soluzione». È di apertura totale la posizione del presidente di Ruzzo Reti spa, Antonio Forlini, chiamato in causa da un gruppo di amministratori condominiali di Roseto, i quali lamentano l’aumento eccessivo delle tariffe per alcuni stabili da loro gestiti. La questione sarà affrontata questa mattina alle 10 nella trasmissione televisiva ‘Mi manda Rai3’, condotta in studio da Elsa Di Gati, alla quale il presidente Forlini interverrà in collegamento Skype.

«Occorre sottolineare», precisa Forlini, «che il problema viene rappresentato da condomini che, originariamente, forse per ottenere un risparmio, hanno scelto consapevolmente di dotarsi di un impianto multiplo con contatore singolo, cioè di un contatore centralizzato. Tale scelta adesso rende di fatto impossibile differenziare i profili tariffari per fasce di utenti (per esempio, tra famiglie e titolari di esercizi commerciali) e, quindi, applicare le relative agevolazioni». Ma forse una soluzione è possibile, come sottolinea lo stesso presidente. «Se gli amministratori hanno il consenso dei condomini e la cosa è strutturalmente fattibile», dice infatti Forlini, «è sempre possibile tornare indietro e installare un impianto che consenta di avere contatori secondari riferiti a uno specifico contratto per ogni singola unità abitativa».

Più complicato invece ritoccare le tariffe. «Per quanto riguarda l’entità della tariffa», spiega infatti il presidente, «è noto che questa non viene determinata da noi ma dall’ente d’ambito. Non abbiamo dunque la facoltà di apportare modifiche né alla quota variabile né alla quota fissa il cui importo per un impianto multiplo con contatore singolo, stabilito dalla delibera dell’Ato in seguito ad approvazione del comitato dei sindaci, ricade su ciascuno dei condomini in quanto è il corrispettivo dovuto dagli utenti per coprire le spese fisse legate all’erogazione del servizio». (f.ce.)

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