Superbonus, il grido dei tecnici: «Strangolati dalla burocrazia»

1 Ottobre 2022

Ingegneri, architetti e geometri: «Regione e nuovo Governo intervengano per snellire le pratiche» Professionisti in difficoltà con le banche per la cessione dei crediti e con il rilancio delle autorizzazioni 

TERAMO . «Umiliati e screditati dalla burocrazia». Sono parole pesanti quelle utilizzate dai professionisti per descrivere la situazione critica delle procedure per il Superbobus al 110%. I vantaggi messi in campo dal Governo per le ristrutturazioni edilizie hanno scatenato una corsa agli interventi che, secondo gli Ordini provinciali di ingegneri e architetti, ai quali si unisce anche il Collegio dei geometri, rischia di trasformarsi in una dolorosa beffa. Da qui trae spunto, dunque, l’appello lanciato dai tecnici alla Regione e all’esecutivo che entrerà in carica dopo le elezioni politiche di domenica scorsa: «Bisogna semplificare con urgenza l’iter del bonus 110%». Le difficoltà nella cessione alle banche dei crediti maturati dai tecnici per i progetti consegnati e i «tempi biblici per le autorizzazioni» hanno messo in ginocchio la categoria.
Per questo ingegneri, architetti e geometri si dicono «umiliati, screditati e offesi professionalmente» a causa della burocrazia, secondo loro sempre più farraginosa, che rallenta la piena realizzazione del Superbonus al 110%. Ai tecnici, infatti, sarebbero imposte condizioni insostenibili. «La nostra categoria è in estrema difficoltà», sottolinea Flavio Ciarelli, coordinatore della commissione “Bonus 110”, un gruppo di lavoro a sostegno dei professionisti istituito lo scorso anno all’interno dell’Ordine provinciale degli ingegneri, «sono tante le norme che ci penalizzano e che non ci tutelano». Il professionista evidenzia quello che definisce «il paradosso più grande rappresentato dalla posizione assunta dagli istituti bancari che non permettono al tecnico di cedere il proprio credito. In questo modo lo costringono a rivolgersi all’impresa che sta svolgendo i lavori e il cui operato è sotto il controllo diretto del professionista stesso». L’appello che gli Ordini teramani rivolgono alla Regione e al futuro Governo mette in evidenza anche tanti altri aspetti negativi che stanno ritardando e rendendo di fatto impossibile la piena attuazione delle misure previste del Superbonus al 110% nei tempi stabiliti dalla legge.
«Un esempio è il grande ostacolo dell’Ufficio beni ambientali della Regione», continua Ciarelli, «per ottenere l’autorizzazione all’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti in quei Comuni teramani della montagna e in quelli costieri dove vige un vincolo paesaggistico, si impiegano oltre sei mesi: praticamente a tempo scaduto per gli interventi del 110%». Alle lungaggini si aggiunge la beffa. «Alcune banche pretendono come prova dei lavori eseguiti la produzione di un video», conclude il coordinatore, «a quest’ultima richiesta ci opponiamo strenuamente considerandola un’offesa alla professione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA