Superbonus, patto tra aziende: così si sbloccano 162 milioni

24 Febbraio 2023

Confindustria e Ance firmano il protocollo per garantire più liquidità alle imprese dell’edilizia Dattoli: acquisiremo crediti fiscali per scontarli su tasse e contributi con le denunce dei redditi

TERAMO . Tra modifiche legislative e crediti incagliati, col Superbonus oggi 150 aziende edili della provincia sono in una condizione di affanno. Una situazione complessa o, come l’ha definita il presidente di Confindustria Teramo Lorenzo Dattoli, una «tempesta perfetta» che «riguarda tutti, perché facciamo tutti parte dello stesso sistema». Ed è dalla consapevolezza che serve fare rete per superare i momenti di difficoltà che nasce il protocollo d’intenti tra Confindustria e Ance Teramo, primo nel suo genere in Italia, che verrà firmato martedì nel corso di un evento che si terrà alle 15.30 al Blu Palace di Mosciano Sant’Angelo.
il patto tra associazioni
Natura e finalità dell’accordo sono state illustrate dal presidente dell’associazione costruttori Ezio Iervelli e da Dattoli. L’obiettivo è favorire la cessione dei crediti fiscali derivanti da bonus edilizi tra le imprese aderenti alle due associazioni, senza intermediari e con l’assistenza di operatori professionali qualificati. Ciò che nascerà sarà una sorta di “borsino” dei crediti fiscali attraverso procedure che garantiscano sia l’impresa cedente che la cessionaria. Le due associazioni forniranno ai propri inscritti supporto finanziario e consulenza per facilitare le operazioni. I vertici Ance tornano nell’occasione a ribadire come le modifiche normative sul Superbonus, i provvedimenti e le interpretazioni dell’Agenzia delle entrate e del ministero delle Finanze, abbiano fortemente ridotto la circolazione dei crediti fiscali e l’interesse degli intermediari finanziari.
imprese in difficoltà
Da ultimo il decreto del 16 febbraio che «ha definitivamente compromesso i bonus edilizi eliminando lo sconto in fattura e la cessione del credito. La condizione generale che si è creata è di grande difficoltà perché non è stato risolto il problema dei crediti fiscali incagliati e la programmazione dei nuovi lavori diventa pressoché impossibile», spiega Iervelli. I cantieri Superbonus in provincia di Teramo sono 737 per un controvalore dichiarato di 1,7 miliardi di euro; i cantieri totali attivi in provincia sono 1.423, in calo del cinque per cento rispetto a ottobre 2022; il controvalore totale dei cantieri attivi è di 1,37 miliardi di euro. L’importo medio dei cantieri Superbonus è di un 1,3 milioni, valore superiore alla media nazionale per il cumulo del contributo per la ricostruzione post-sisma con le detrazioni fiscali. Nel Teramano infatti si è fatto maggiore ricorso ad interventi di Sismabonus contrariamente ad altre zone del Paese in cui si è intervenuti prevalentemente con l’Ecobonus.
il peso dei crediti bloccati
Il Superbonus rappresenta pertanto il 53% dei cantieri attivi, ma il 73% del valore di commessa. Un quadro nel quale l’Ance indica il peso dei crediti incagliati e illiquidi a carico delle imprese: quasi 162 milioni di euro, di cui circa 70 riferibili alle imprese Ance. «Le nostre imprese associate sono disposte a mettere a disposizione le proprie capacità finanziaria nell’acquisizione dei crediti fiscali per successivamente scontarli, attraverso il modello F24, con le tasse ed i contributi sociali», afferma Dattoli, «avvieremo una collaborazione tra imprese per superare le numerose difficoltà sorte nella circolazione di questa moneta fiscale nel sistema finanziario che può offrire benefici a entrambe le parti. Del resto le imprese confindustriali sono abituate ad affrontare le difficoltà che sorgono usualmente nella quotidiana vita economica e, viceversa, a cogliere le opportunità che si presentano, prendendosi le proprie responsabilità come parte integrante del sistema».
Collaborazione tra aziende
«Ritengo che le imprese abbiano una naturale capacità di affrontare le repentine modifiche del mercato. Nel caso dell’edilizia siamo passati da una crescita imponente a prospettive purtroppo preoccupanti legate alla schizofrenica abitudine del legislatore italiano di modificare improvvisamente leggi e regolamenti che non tengono conto della programmazione e degli investimenti delle imprese. Al blocco dell’acquisto dei crediti da parte delle banche rispondiamo con una intesa che auspichiamo possa tradursi in una opportunità per i nostri associati», ha aggiunto Iervelli.
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