Superbonus, Sos delle imprese: «Ci vuole la proroga di un anno»

La richiesta dei costruttori teramani che sollecitano anche un veloce sblocco di tutti i crediti «Servono azioni necessarie e urgenti per scongiurare una bomba sociale sul nostro territorio»
TERAMO. A rispondere “presente” all'appello delle imprese teramane sono stati solo tre parlamentari abruzzesi, tutti, tra l'altro, appartenenti alla minoranza di Governo. L'assenza di chi guida il Paese fra i banchi della maggioranza del Parlamento non è stata accolta di buon grado ed anzi a qualcuno è apparsa come l'ennesimo segnale di non ascolto di un settore dai grandi numeri ma in forte affanno. Parliamo dell'edilizia e dell'incontro che ieri mattina si è svolto nella sala consiliare della Provincia di Teramo su iniziativa della Cna. Al centro di quello che voleva essere un confronto con i parlamentari bipartisan teso alla ricerca di soluzioni pratiche per salvare l'edilizia, c'è stato il Superbonus col grave nodo dei crediti incagliati. Per le sole imprese teramane questi ammontano a oltre 280 milioni di euro, mentre il dato abruzzese nel suo complesso parla di un miliardo di euro con circa 1500 imprese e 10mila famiglie coinvolte.
Dalle associazioni di costruttori si è levato un appello unitario: un anno di proroga del Superbonus e sblocco dei crediti. Azioni ritenute necessarie per scongiurare una “bomba sociale” dalle imprevedibili conseguenze economiche e sociali. L'appuntamento è stato promosso da Cna Costruzioni Teramo e ha visto la presenza di Ance e Aniem. Tutti i parlamentari abruzzesi erano stati invitati, ma a partecipare sono stati in tre: il deputato Luciano D'Alfonso e il senatore Michele Fina, entrambi del Pd, e la senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo. A moderare l'incontro, che ha visto i saluti del presidente della Provincia Camillo D'Angelo, il direttore della Cna di Teramo Federico Scardecchia.
A ricordare la gravità della situazione sono stati il presidente di Cna costruzioni, Alfredo Martinelli, di Ance Teramo, Ezio Iervelli e di Aniem Teramo Enzo Marcozzi che hanno ribadito l'urgenza dello sblocco dei crediti e la necessità della proroga del Superbonus di almeno un anno, legandolo inoltre alla ricostruzione post sisma. I tre presidenti hanno espresso amarezza e preoccupazione sia per il futuro di tante realtà edili teramane e abruzzesi a rischio collasso per assenza di liquidità, che per l'assenza di risposte e di confronto da parte del Governo. I parlamentari presenti hanno fatte proprie le istanze delle imprese. Per D'Alfonso sul Superbonus «si deve riaprire un confronto non pregiudiziale tra forze di governo e opposizione. Va decennalizzata la misura, occorre prevedere una partecipazione più consistente dei proprietari, va data priorità all'anzianità dei fabbricati come criterio di precedenza». Per Di Girolamo «spiace constatare l'assenza dei colleghi di maggioranza, nonostante qui si rischi per davvero il crac di migliaia e migliaia di imprese: il problema deve essere riportato in aula al più presto». Fina ha insistito sia «sull'urgenza di agire intanto e subito sul nodo dei crediti incagliati», sia sulla necessità di «ristabilire regole di certezza del diritto, mentre al contrario si è scelto di intervenire in corso d'opera sul Superbonus, generando una crisi di sfiducia gravissima tra lo Stato e i cittadini». Si sono susseguiti poi interventi dalla platea, fra questi quello dell'ingegner Gaetano Cicioni; del vice direttore regionale di Cna Abruzzo, Silvio Calice e dell'ex onorevole Serafino Pulcini. Al presidente provinciale della Cna teramana, Bernardo Sofia, sono state affidate le conclusioni: «Non è possibile cambiare le carte in corso d'opera, mettendo in grave difficoltà imprese e cittadini. Le immagini che in queste ore ci consegna il terremoto del Marocco, dopo i danni devastanti subiti dal nostro territorio in passato, ci dicono che il recupero e l'efficientamento del nostro patrimonio edilizio non si possono rinviare».
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