Sventate le truffe agli anziani: in due giorni sette tentativi falliti

In azione finti marescialli e avvocati per chiedere i soldi per familiari coinvolti in incidenti inventati I nonni non ci cascano, continuano gli incontri dei carabinieri in chiese e assemblee di condominio
TERAMO. La brutta notizia è che i malfattori non si fermano. La bella è che i nonni, messi in guardia da campagne di prevenzione incisive, sono sempre più pronti a sventare i colpi di chi cerca in tutti i modi di raggirarli e derubarli. E i numeri sono lì a fare la cronaca di un bollettino di guerra: nell’ultimo fine settimana a Teramo ci sono stati ben sette tentativi di truffa messi a segno ai danni di anziani di età compresa tra gli 84 e i 70 anni. Tutti avvicinati telefonicamente da finti marescialli o finti avvocati decisi a spillare soldi con la scusa di un familiare coinvolto in un incidente stradale e quindi bisognoso d’aiuto.
Il fatto che i sette tentativi si siano concentrati nel fine settimana dimostra, molto probabilmente, che anche questa volta è in azione una banda arrivata da fuori regione, specializzata in questo genere di colpi, che solitamente prende di mira una zona, colpisce e riparte. I colpi sono stati sventati a Teramo, dove si sono verificati cinque casi, e Campli dove i tentativi sono stati due. Tutti segnalati ai carabinieri che ancora una volta raccomandano ad anziani e familiari di dare subito l’allarme. Invito sempre più raccolto dagli anziani che in tanti affollano gli incontri organizzati dai carabinieri del comando provinciale, guidato dal colonnello Pasquale Saccone, che ormai da tempo hanno scelto di avvicinarli al termine delle messe, nelle assemblee di condomini, nei circoli, nelle associazioni. A Teramo in tre dei cinque casi segnalati il truffatore al telefono si è qualificato come un avvocato chiamato dopo che un familiare dell’anziano era stato coinvolto in un incidente stradale e quindi bisogno di interventi. Una tecnica che ormai ricorre spesso. Particolare, in un episodio, l’attenzione di un’anziana di 84 anni a cui l’anonimo interlocutore, il finto avvocato, ha chiesto di parlare con il marito. Ma che qualcuno cercasse il marito morto da tre anni ha insospettito la donna che ha interrotto la conversazione con l’anonimo proprio ricordando quello che aveva sentito dai carabinieri durante un incontro in chiesa. In un altro caso c’è stato un 73enne contattato telefonicamente sempre da un finto avvocato che gli ha detto che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale. L’anziano gli ha risposto dicendo che non era vero e l’interlocutore ha replicato dicendo che l’avrebbe fatto chiamare da un carabiniere. A questo punto l’anziano gli ha detto che sarebbe stato lui a chiamare i carabinieri e la telefonata si è interrotta.
I carabinieri, partendo proprio da questi nuovi episodi, invitano a non abbassare la guardia e ribadiscono, ancora una volta, che nè forze dell’ordine nè avvocati chiedono il versamento di soldi, si legge in una nota dell’Arma, « per liberare un congiunto, ovvero per pagare un’assicurazione o un debito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

