Sventato il raggiro a coppia di anziani

27 Luglio 2015

Roseto, finto maresciallo e finto assicuratore simulano un problema di soldi del figlio: è l’ennesimo caso in zona

ROSETO. «Suo figlio ha tamponato un’automobile di grossa cilindrata e ora rischia di pagare i danni di tasca propria perché ha l’assicurazione scaduta». È iniziato così il tentativo di truffa nei confronti di una coppia di coniugi rosetani, entrambi ex dirigenti di azienda ora in pensione.

La prima fase del raggiro è partita con una telefonata alla donna, in quel momento sola in casa perché il marito era uscito per andare a cambiare gli pneumatici all’automobile: un’operazione che evidentemente i malviventi tenevano sotto controllo. Così come sapevano che il figlio della coppia, un avvocato il cui studio si trova a Giulianova, in quel momento era anche lui fuori dall’ufficio. Puntuale è quindi partita la telefonata, con l’obiettivo di fare leva sull’emotività della signora, tra l’altro cardiopatica, amplificata dal fatto che in quel momento era sola in casa. «Sono il maresciallo dei carabinieri», ha detto la voce al telefono indicando il proprio nome, naturalmente falso, «stiamo interrogando suo figlio per l’incidente, ma le cose si stanno mettendo male per lui, perché l’assicurazione è scaduta. Stia tranquilla, non ha riportato ferite, ma se vuole avere più dettagli può richiamarmi a questo numero». Naturalmente anche questo inesistente. Passano pochi minuti e arriva un’altra telefonata. «Sono l’assicuratore», si sente dire la signora, a quel punto completamente frastornata, «ci risulta che l’assicurazione di suo figlio è scaduta, vediamo se si può fare qualcosa». E giù di nuovo il telefono.

A quel punto la donna ha chiamato il marito, riferendogli quanto stava accadendo. «L’ho subito tranquillizzata», dice l’uomo, «perché avevo provveduto personalmente a pagare l’assicurazione, come faccio d’abitudine, perciò ho capito immediatamente che si trattava di un tentativo di truffa». Ad aiutare il pensionato nella sua intuizione, il fatto che il nostro giornale aveva già parlato di casi simili, accaduti in città vicine. La parte mancante, quella che i malviventi non sono riusciti a mettere in atto, sarebbe stata una terza telefonata di questo tenore: «Sono ancora l’assicuratore, possiamo mettere tutto a posto se lei riesce a mettere insieme la somma in contanti per coprire la polizza. Passerà un nostro incaricato a prelevare i soldi».

Federico Centola

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