Svincolo del Lotto zero barricata contro le ruspe

Il proprietario dell’area destinata alla rampa blocca il cantiere con auto e trattori Comune e forze dell’ordine minacciano di denunciarlo: si arrende dopo tre ore
TERAMO. «Se volte passare, dovete seppellirmi qui, sulla terra di mio padre». Umberto Ricci ha accolto così, alle 7 di ieri mattina, i tecnici del Comune e dell'impresa appaltatrice arrivati a prendere possesso del suo terreno alla Gannarana. Su quell'area, coltivata a pomodori e altri ortaggi, passerà lo svincolo del Lotto zero. L'opera, avviata anni fa, è rimasta a lungo bloccata per effetto di una sentenza del Tar. Nel frattempo l'amministrazione ha corretto gli errori, fatto ripartire la procedura di esproprio e ieri mattina tecnici e operai si sono presentati sul posto, a pochi metri dalla riva del Tordino, per prendere possesso delle aree.
Ricci però era tutt'altro che intenzionato a cedere il passo alle ruspe. Anzi, al confine del suo terreno ha alzato una sorta di barricata, con trattori, auto e altri mezzi, a difesa di quella proprietà ereditata dal padre. «Scostumati, fuorilegge», ha scandito ad alta voce, «da qui non me ne vado». La sua protesta, oltre che dal legame affettivo con quel fazzoletto di terra, è spinta dal fatto il prezzo indicato dal Comune come indennizzo è troppo basso e il pagamento non è certo. «Se non pagate, non passate», ha insistito, «pensate che vi regalo la mia terra per quattro soldi?». Ricci sul momento non si è fatto intimidire neppure dalla presenza di vigili urbani, polizia e carabinieri pronti a smantellare la barricata. Sul posto è arrivato l'assessore all'urbanistica Mario Cozzi. «La procedura di esproprio è perfetta», ha ricordato, «e l'indennizzo anche superiore al valore di mercato del terreno». Ricci, a conti fatti, incasserebbe circa 100mila euro. Il proprietario però, già in causa con l'Anas per un esproprio non pagato relativo al tracciato principale del Lotto zero, non si fida. La trattativa, con toni accessi, è andata avanti per oltre due ore e di fronte alla minaccia di vedersi denunciato per interruzione di pubblico servizio Ricci è stato costretto a cedere. Ha spostato trattori e auto ma mastica amaro. «Il sindaco Maurizio Brucchi non ha rispettato i patti», continua a protestare, «aveva assicurato che l'esproprio non sarebbe partito prima dell'incontro con la commissione che valuterà la congruità dell'indennizzo». Gli operai, però, stanno già piantando sul suo terreno lunghi paletti di ferro che tracciano la linea ideale dello svincolo. «Ho dovuto cedere», conclude, «per evitare che oltre al danno subissi anche la beffa».
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