Svista nega gli aiuti a uno sfollato

L’odissea di un teramano: non riceve il contributo di autonoma sistemazione
TERAMO. Prima una svista burocratica, poi un’omissione dell'amministratore tutelare: un percorso travagliato, ad ostacoli, fra soldi presi, restituiti e ora sospesi. Sembra un giro sulle montagne russe la storia di Giacinto Placa, sfollato teramano alle prese con un Cas (contributo di autonoma sistemazione) riconosciuto, revocato, riconosciuto di nuovo ma oggi bloccato.
Placa viveva in un appartamento Ater di Colleatterrato insieme al fratello, invalido. I terremoti del 2016 e 2017 li hanno costretti a lasciare la casa, dichiarata inagibile. Per i due inizia l'iter per una nuova sistemazione e per l'ottenimento del sostegno economico dello Stato. I Placa si trasferiscono a Tortoreto, ma si dividono: Giacinto va a vivere in un residence e il fratello, per il quale prima degli eventi sismici era stato nominato un amministratore di sostegno, in una struttura adeguata alle sue necessità. Ad entrambi, a fronte di regolare domanda, era stato riconosciuto il Cas. Nel 2019 però dall'ufficio sisma viene notificato a Giacinto un atto che blocca l'erogazione perché i Placa essendo un unico nucleo familiare non avrebbero dovuto percepire due contributi ma uno solo, pur vivendo divisi. Così si procede con la restituzione delle somme, 5mila euro, per compensazione. Dallo scorso luglio la pratica sotto questo profilo si chiude: i Placa in poco più di un anno hanno regolarizzato la posizione e dagli uffici del Comune viene loro spiegato che il Cas sarà materialmente elargito su un solo conto corrente, quello del fratello di Giacinto, da dividere fra i due. L'amministratore di sostegno nel presentare la domanda però «ha omesso di inserire il mio nome fra i membri del nucleo familiare e questo di fatto mi sta impedendo di percepire il sostegno», spiega Giacinto Placa. Il cittadino ha informato tramite e-mail anche il tribunale di Teramo: «Ho inviato una Pec al giudice tutelare per illustrare la situazione, ma senza esito. Di fatto non stiamo usufruendo di alcun contributo pur avendone diritto. Ho contattato l'amministratore di sostegno, senza riscontri. Sono fuori da casa mia da quasi cinque anni e la vita da sfollato non è semplice. Vorrei solo che venissero rispettati i miei diritti», conclude Giacinto Placa. (v.m.)
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