Sì al polo scolastico dietro l’Ambassador

29 Maggio 2015

Tortoreto, lo prevede il nuovo Prg le cui linee guida sono state svelate dall’amministrazione comunale

TORTORETO. Polo scolastico, porto, pontili, piste ciclabili e nuove strade, ma soprattutto un’attenzione al rischio idrogeologico, al verde, all’aggregazione, al tema del lavoro. L’amministrazione comunale del sindaco Alessandra Richi svela le linee guida del nuovo piano regolatore di Tortoreto. Il disegno sembra quello di una smart city del futuro, ma adesso l’attesa è tutta per vedere se e come i princìpi e gli obiettivi espressi saranno tradotti nero su bianco nel testo normativo che, dopo la sua approvazione, guiderà lo sviluppo della città per i prossimi anni. Innanzitutto l’assessore all’urbanistica Rosita Di Mizio conferma alcune delle opere pubbliche di cui si parla da anni, introducendo anche delle novità.

Per le scuole del Lido non ci sono più dubbi: il polo scolastico si farà nella zona sud, dietro l’hotel Ambassador, mentre gli attuali edifici scolastici di via Oberdan diventeranno uffici comunali e spazi aggregativi, anche a disposizione delle associazioni locali. Confermato anche il pontile sul mare che sarà previsto di fronte a via Carducci, di cui rappresenterà una prosecuzione, ma anche il porticciolo turistico nella zona sud del lungomare. Poi il piano prevede due nuove arterie stradali di grande rilevanza: una nuova circonvallazione a Tortoreto Alto, per valorizzare il centro storico, e una bretella della Bonifica del Salinello dedicata dai mezzi pesanti, così da rendere più vivibile la frazione di Salino. Previste inoltre diverse piste ciclabili per unire le parti più distanti del territorio comunale. Non manca inoltre la riqualificazione delle piazze centrali e la creazione di nuovi spazi aggregativi anche nelle frazioni, come non manca il verde, soprattutto in relazione al parco urbano del Vascello e a quello culturale della Domus Muracche.

Ma quello che Di Mizio sottolinea con più incisività è il piano per il recupero di un’ambiente cittadino minato, a suo dire, da «un’un’urbanistica imprudente, che ha prodotto un’eccessiva edificazione e la conseguente impermeabilizzazione dei suoli, causa principale di alluvioni ed allagamenti». Rinaturalizzazione dell'ambiente urbano mediante edifici ad emissioni zero, incentivazione all'uso di coperture verdi e de- impermeabilizzazione dei suoli: questi gli obiettivi, per cui l’amministrazione avrebbe pensato a cisterne per la raccolta di acqua piovana, all’incentivazione dei cosiddetti “tetti verdi” e alla gestione condivisa dei terreni pubblici, come con gli orti urbani.

Luca Tomassoni

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