Tac di nuovo rotta ma entro un mese arriva quella nuova

Sant’Omero, la Asl ha appena appaltato la fornitura di una tomografia a 32 strati molto più efficiente
SANT’OMERO. La vecchia e più volte riparata Tac di Sant’Omero è fuori uso di nuovo. Da circa una settimana, la tomografia assiale computerizzata in dotazione all’ospedale Val Vibrata è in tilt costringendo l’utenza a migrare verso il “Mazzini” o in uno degli altri due presidi dove, in caso di bisogno, verrebbero dirottati anche i pazienti ricoverati.
La vecchia Tac che doveva andare in pensione già da un pezzo, sarà sostituita entro fine mese o inizi del prossimo. Ma non sarà una 256 strati come venne annunciato a settembre, dalla Asl. Sarebbe una 32 strati comunque tecnologicamente avanzata. L’azienda sanitaria locale ha concluso e aggiudicato l’affidamento per la fornitura di un nuovo strumento diagnostico da destinare, ovviamente, all’unità operativa di radiologia di Sant’Omero. Questa Tac viene definita “molto performante” perchè oltre ad avere una buona qualità di definizione, ha una elevata velocità diagnostica che permette di abbreviare i tempi di esecuzione dell’indagine. Questo può consentire di effettuare un numero maggiore di esami giornalieri e ridurre il tempo di esposizione alle radiazioni ionizzanti da parte del paziente.
Dunque, la Tac che arriverà sarà nuova di zecca. Inizialmente, diversi mesi fa, si ipotizzò di trasferire al presidio sanitario santomerese una Tac sottoutilizzata a Teramo. Non si trattava di un’apparecchiatura nuova ma di una usata dell’ospedale di Teramo che sarebbe stata ammodernata per rispondere alle esigenze di svecchiamento delle attrezzature di Sant’Omero. Al contrario, invece, ne è stata acquistata una moderna e tecnologicamente avanzata la cui risoluzione viene considerata sufficiente per le esigenze del Val Vibrata, anche se non tutti la pensano così in ospedale. Quella in uso (e rotta) a Sant’Omero è una “due strati” rispetto a quella che arriverà che sarebbe di 32, secondo fonti sanitarie. «Con questa nuova apparecchiatura potenzieremo e miglioreremo l’offerta dei servizi», dichiara il direttore sanitario del presidio, Carlo Di Falco, a cui subito al momento dell’insediamento venne fatta presente la necessità di potenziamento della radiodiagnostica ospedaliera.
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