Tagli all’assistenza, il Comune si difende

5 Agosto 2015

L’assessore Misticoni dopo la protesta dei disabili: «Ora possiamo aiutare persone che erano escluse»

TERAMO. Non ci stanno a passare per “diversamente onesti”. L’amara ironia dei genitori dei disabili costretti dall’obbligo di “compartecipazione” a pagare i servizi assistenziali che fino a pochi mesi fa il Comune offriva gratuitamente fa saltare sulla sedia il sindaco Maurizio Brucchi e l’assessore al sociale Valeria Misticoni, principale bersaglio, quest’ultima, della protesta delle famiglie dei disabili.

All’indomani della manifestazione in piazza Orsini durante la quale sono volate accuse pesanti nei confronti della giunta, additata come “ladrona” per aver imposto un meccanismo di contribuzione che strangola le famiglie, gli uffici snocciolano dati che puntano a dimostrare l'attenzione con cui è stato gestito il passaggio al nuovo sistema. I numeri dicono che dei 44 ammessi, 25 sono esenti dal pagamento mentre 19 versano una quota che al massimo sfiora i 4,50 euro l'ora. A rinunciare ai servizi sono stati in 26, a cui si aggiungono 12 esclusi per mancanza di requisiti. «Si è voluta far passare l’idea che stiamo facendo un “tritume”», esordisce Valeria Misticoni, «ma al di là degli slogan d’impatto non ci può essere alcun dubbio sulla nostra onesta morale e intellettuale nell’approcciare una questione così delicata». L'immagine di un provvedimento da macelleria sociale associata alla compartecipazione sarebbe dunque l'effetto di una manifestazione spettacolarizzata e strumentalizzata dalla presenza di un nutrito gruppo di consiglieri comunali di opposizione.

«E' stata una partecipazione tardiva e poco costruttiva», sottolinea l'assessore, «abbiamo studiato il nuovo sistema per mesi e tutti sapevano che sarebbe entrata in vigore la contribuzione». L’assessore Misticoni difende la correttezza dei principi cardine della delibera: la richiesta di un sostegno economico ai servizi calcolato in base al reddito e il divieto di cumulo delle prestazioni fornite dal Comune per ampliare la base degli utenti. «C'erano persone in lista di attesa da anni», afferma, «con l'applicazione di questo metodo le abbiamo inserite tra i destinatari dei servizi».

Le famiglie però lamentano l'imposizione di quote troppo pesanti. «Il contributo è misurato caso per caso sul reddito Isee», osserva l'assessore, «ma le soglie minima e massima non le abbiamo fissate noi». Il limite di cinquemila euro che dà diritto all’esenzione è indicato dal piano sociale regionale, ma il tetto di 14mila euro superato il quale le prestazioni sono a totale carico dell'utente risulta da una delibera comunale del 2004. A questo si aggiunge il nuovo calcolo dell’Isee voluto dal governo e che aggiunge voci non considerate fino all’anno scorso. «Siamo nel primo anno di applicazione del contributo», osserva ancora l’assessore ai servizi sociali, «non abbiamo toccato i parametri perché non c’erano riferimenti certi».

Il bando per la compartecipazione ai servizi assistenziali verrà ripubblicato dal Comune all’inizio del prossimo anno e i criteri saranno rivisti anche alla luce del nuovo piano sociale regionale. La richiesta dell’opposizione di riaprire la questione nel prossimo consiglio comunale di fine agosto è dunque destinata a restare disattesa. «Non mettiamo il bavaglio a nessuno», conclude l'assessore, «ma il confronto dev’essere serio e costruttivo».

Gennaro Della Monica

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