Tagli all’assistenza, parte il ricorso al Tar

Le famiglie dei disabili chiedono un sostegno ai teramani per le spese legali: «Rinunciate a un caffè e dateci un euro»
TERAMO. Contro il taglio all’assistenza, le famiglie dei disabili tirano dritto alla vigilia del tavolo politico convocato oggi in Comune per studiare una modifica e puntano senza trattare all’annullamento del provvedimento che ha drasticamente ridotto le ore di assistenza domiciliare. Senza trattare significa un ricorso al Tar contro la delibera del Comune e per sostenre le spese di presentazione i familiari dei ragazzi disabili chiedono ai teramani un piccolo sostegno economico: ovvero la rinuncia a un caffè. Il comitato “Teramo solidale” ha infatti in programma per venerdì alle 17 una raccolta fondi di un euro per chiunque vorrà dare il suo contributo finalizzata a sostenere le spese legali di questa battaglia.
A illustrare le ragioni della guerra che le famiglie stanno portando avanti contro il Comune è Dario Verzulli, presidente di Autismo Abruzzo onlus: «La delibera è illegittima», sostiene, «dalla documentazione fornita dalle famiglia emergono valutazioni errate per la compilazione delle graduatoria, ma addirittura manca una domanda».«C’è un utente» spiega Verzulli a titolo di esempio, «che pur avendo presentato richiesta di accesso al servizio, risulta essere rinunciatario senza che egli abbia mai disdetto la domanda. Noi faremo leva sugli errori di questo atto per chiede all’amministrazione di ritirare in autotutela la delibera e ripristinare le ore di assistenza che venivano erogate in passato restituendo serenità e dignità alle famiglie teramane che convivono ogni giorno con la sofferenza di questi ragazzi bisognosi di aiuto».
Secondo il legale che assiste le famiglie, Annarita Di Lorenzo, i punti deboli e le falle della delibera sono numerosi: «Le violazioni di legge in termini di abuso di potere ci sono. Intanto i criteri di valutazione sono stati applicati diversamente da come sono stati scritti», spiega l’avvocato «inoltre nel primo bando non veniva data la possibilità di presentare l’Isee ristretto che fa riferimento alla famiglia che ha un figlio disabile maggiorenne. Tra le incongruenze c’è inoltre la valutazione ai fini del punteggio dell’indennità di accompagnamento. Chi ne beneficiava si è visto attribuire un punteggio inferiore in graduatoria ma si presuppone che chi beneficia di questo servizio ha una condizione di gravità maggiore del paziente disabile e non può essere penalizzato sui servizi di assistenza domiciliare». A titolo di esempio, le associazioni dei disabili hanno inoltre mostrato in conferenza stampa, la grande contrazione del servizio che la nuova delibera modifica rispetto al passato: prima erano serviti 57 utenti, con i nuovi criteri solo 27. Inoltre in precedenza la media delle ore di assistenza era di 14 ore settimanali adesso ridotte ad appena 9 ore con un risparmio mensile da parte del Comune di oltre 24 mila euro. «In sostanza l’assistenza è stata ridotta complessivamente del 70%», ha detto Verzilli, «e a farne le spese sono state le famiglie più deboli. Noi chiediamo ai teramani di aiutarci contro questa ingiustizia. A sposare la nostra causa e a scendere in piazza saranno anche gli ultrà del Teramo calcio, tanto caro al nostro sindaco da dimenticare che esistono altre realtà da sostenere».
Marianna De Troia
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