Tagli all’assistenza per i disabili Il Pd: «Il Comune non dà risposte»

Dopo la protesta delle famiglie l’assessore Misticoni aveva chiesto un paio di giorni per valutare la possibilità di sospendere il provvedimento. D’Alberto: «È un’emergenza, bisogna intervenire subito»
TERAMO. «Il Comune non dà risposta all’emergenza per i disabili». A una settimana dalla protesta in piazza Orsini delle famiglie dei disabili, costrette dal nuovo sistema di compartecipazione a pagare l’assistenza domiciliare che fino a pochi giorni prima era gratuita, il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto torna alla carica. «L’amministrazione, di fronte ai risultati fallimentari del provvedimento, ha ammesso l’errore», sottolinea, «lasciando trapelare l’intenzione di modificare i criteri di contribuzione economica al servizio».
Per il 25 agosto è stata convocata una commissione allargata, con la partecipazione anche dei genitori dei disabili, che ridefinirà il meccanismo di esenzione e di pagamento in base al reddito Isee. Nel corso della manifestazione, però, era stata sollecitata anche una risposta immediata con la sospensione dell’atto che ha introdotto la compartecipazione a partire dal 1° agosto. L’assessore alle politiche sociali Valeria Misticoni aveva chiesto un paio di giorni di tempo per verificare l’accoglibilità della proposta, ma da quel momento non ha fatto sapere più nulla. «L’intenzione di rivedere le soglie di reddito per l’anno prossimo, innalzando sia quella per l'esenzione che quella massima oltre cui scatta il pagamento pieno dell’assistenza», precisa D’Alberto, «non è soddisfacente per risolvere la situazione emergenziale creata dal provvedimento». Molte famiglie hanno rinunciato al servizio perché non possono sostenere la spesa calcolata dal Comune e si ritrovano fino a dicembre senza alcun aiuto per i loro congiunti disabili. «L'equità nell’erogazione dei servizi non è stata raggiunta», spiega il capogruppo del Pd, «anzi si è ottenuto il risultato inverso aumentando le disparità». La sola «percezione di aver sbagliato» da parte dell’amministrazione e il tentativo di porre rimedio da gennaio in poi, secondo il consigliere, non è sufficiente. «L’amministrazione non vuol perdere la faccia con un passo indietro», sottolinea D'Alberto, «ma certi discorsi non si possono fare sulla pelle dei cittadini». Il rappresentante dei Democratici vede un condizionamento politico nella resistenza del Comune a sospendere il provvedimento contestato. «Siamo in una fase di pre-rimpasto di giunta», osserva, «e c’è il timore di rimettere in discussione l’operato degli assessori». Per D'Alberto, però, è necessario un «segno di responsabilità» che non si limiti a un semplice rimescolamento di carte. «Bisogna intervenire in questo pasticcio», spiega, «ripartendo da zero». Per questo sollecita il rinvio al 2016 della definitiva entrata in vigore della compartecipazione. «Abbiamo tutto il tempo di ridiscuterne l’applicazione», conclude, «e di adottare un metodo più ragionevole che innalzi la soglia di esenzione e il limite massimo di reddito». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

