Tagli sui precari Asl I sindacati vogliono incontrare D’Alfonso

19 Marzo 2015

TERAMO. I sindacati scendono in campo in difesa dei precari delle Asl e anche della qualità dell’assistenza sanitaria. Alla notizia che la Asl di Teramo si prepara a non rinnovare i contratti in...

TERAMO.

I sindacati scendono in campo in difesa dei precari delle Asl e anche della qualità dell’assistenza sanitaria. Alla notizia che la Asl di Teramo si prepara a non rinnovare i contratti in scadenza a fine marzo a 70 precari, la Fp Cgil, la Fp Cisl e la Uil Fpl, tramite le segreterie regionali hanno chiesto un incontro urgente al governatore Luciano D’Alfonso.

Il problema è cercare di disinnescare gli effetti di un decreto legge firmato da D’Alfonso a febbraio che dispone il dimezzamento della spesa effettuata per i precari nel 2009. Le Asl, cioè possono spendere per i precari solo la metà di quanto spendevano nel 2009.

«Il famigerato decreto n° 5 del 11/02/2015 – recentemente avevamo denunciato la pericolosità di questo provvedimento – se applicato metterà in ginocchio la nostra sanità, l'unica in Abruzzo ad avere i conti a posto per quanto riguarda la spesa di personale», scrivono i sindacati, «non solo si perderanno più di 300 posti di lavoro ma, con l'assenza di questo personale, si dovranno chiudere interi reparti e settori, indispensabili per il funzionamento della nostra sanità».

Fra i 70 che potrebbero andar via a giorni ci sono 45 infermieri e 11 magazzinieri della farmacia (che hanno contratti interinali tramite l’agenzia Etjca) ma anche 5 medici e un ortottista. E’ evidente che si creerebbero subito disagi, sia nell’assistenza sanitaria nei reparti che negli stessi rifornimenti di medicinali. In totale, a fine giugno, sarebbero 336 i precari che saranno messi alla porta. «La mobilità passiva, già enorme, avrà un'impennata ragguardevole e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini», prevedono Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, che si chiedono anche come mai la Regione non dia l'autorizzazione a fare i concorsi per assunzioni a tempo indeterminato, che la Asl potrebbe fare perchè ha a disposizione almeno 6 milioni per questo tipo di assunzioni. «Tenuto conto che nella nostra Asl mancano 600 figure tra personale sanitario e di supporto», fanno notare i sindacati che se non avranno «risposte positive» metteranno «in campo tutte le iniziative che si riterranno opportune per la difesa dei posti di lavoro e la salvaguardia dei servizi ai cittadini». (a.f.)

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