Taglio ai costi della giunta A rischio due assessori
Il sindaco annuncia una riduzione delle spese del 20% ma non ha ancora deciso se eliminare due posti o limare tutti gli stipendi: «Si vedrà dopo la verifica»
TERAMO. La giunta costerà il 20% in meno. Il taglio delle spese per sindaco e assessori, a cui va assimilato anche il presidente del consiglio comunale, è contenuto nel bilancio di previsione licenziato ieri mattina dall’amministrazione e che tra venti giorni approderà in aula per il varo definitivo. L’operazione, che sebbene in proporzioni molto più ampie è stata più volte sollecitata dall’opposizione e anche da una parte della maggioranza al momento non rappresentata in giunta, tradotta in termini economici vale circa 100mila euro di risparmio annuo. Per il sindaco Maurizio Brucchi si tratta di un segnale inevitabile da associare all’ennesimo bilancio di “lacrime e sangue”, ma è anche un messaggio rivolto agli alleati, soprattutto a quelli che nell’ultimo periodo hanno puntato i piedi.
Il primo cittadino infatti non specifica come si arriverà al 20% di riduzione dei costi degli amministratori. In pratica non rivela se l’iniziativa si concretizzerà nel ridimensionamento degli stipendi suo e degli assessori o se cancellerà due posti in giunta riducendoli a sette rispetto agli attuali nove. «Questa valutazione sarà oggetto della verifica politica», sottolinea il sindaco, «che concluderemo dopo l’approvazione del bilancio». Brucchi dunque lega tra loro i passaggi chiave di questa fase del suo mandato. Il voto sul bilancio nisurerà la consistenza della sua maggioranza dopo le recenti “incomprensioni” con Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, che ha invocato proprio quel «segnale di morigeratezza» da parte degli amministratori inserito nel documento contabile per l'anno in corso, e anticiperà la chiusura della verifica a cui corrisponde anche il possibile rimpasto in giunta.
La chiusura del cerchio arriverà con l’adozione di una delle due opzioni: ridurre le indennità conservando i nove assessorati o tagliare un paio di teste. Il sindaco, che rinvia valutazioni su questo tema alla conclusione dei lavori del tavolo politico, per il momento si sofferma sulla valenza generale del taglio ai costi degli amministratori. «In un bilancio difficile come quello che abbiamo appena predisposto», spiega, «anche la giunta deve fare la sua parte». La riduzione del 20% delle spese, fa notare il primo cittadino, segue altri due provvedimenti simili già adottati passato. «I tagli sono stati prima del dieci e poi del venti per cento», ricorda, «con questo arriviamo al dimezzamento dei costi».
Brucchi ci tiene anche a evidenziare che negli altri capoluoghi abruzzesi le giunte sono formate da nove assessori che percepiscono indennità più alte rispetto a quelle dei teramani. Nel segno della spending review vanno anche altre misure contenute nel bilancio di previsione. Tra queste il primo cittadino segnala la riduzione dei premi per il 50% ai dirigenti e per il 40% all'ufficio legale. «È un bilancio di sacrifici ma che ha un’anima», insiste Brucchi, «continueremo a garantire i servizi senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini». La Tasi, tassa sui servizi indivisibili, resterà di fatto invariata, mentre la Tari farà registrare un decremento che a seconda della categoria di contribuenti oscillerà tra il 10 e il 15%. Solo per quest’anno, inoltre, saranno risparmiati 80mila euro di affitti che in precedenza il Comune pagava per l’occupazione di locali non suoi destinati ad uffici.
L’operazione, avviata alla fine dell’anno scorso e che ha riportato tutti i settori dell’ente in immobili di proprietà, ha prodotto risultati positivi che a detta del sindaco saranno ancora più evidenti sui conti del 2016. L’introduzione del reddito Isee come elemento di calcolo dei contributi richiesti agli utenti per servizi scolastici e sociali, sempre secondo Brucchi, garantisce maggiore equità. «Chi può paga», sintetizza, «mentre chi è in difficoltà beneficia delle esenzioni».
Brucchi segnala anche la recente modifica dei criteri per la compartecipazione economica delle famiglie ai costi dell'assistenza fornita ad anziani e disabili. «Abbiamo introdotto un cambiamento che per alcuni casi prende in considerazione solo il reddito del destinatario del servizio e non quello di tutta la famiglia», conclude, «proprio con l’obiettivo di abbassare la quota di contribuizione richiesta».
Gennaro Della Monica
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