Taglio dei pini per la ciclabile: no anche della Soprintendenza

Parere negativo antecedente a quello della Regione: «Lavori non coerenti con la tutela delle pinete» Lo svela il gruppo di opposizione Città Viva: «È del novembre 2021. Il sindaco ha mentito, si dimetta»
ALBA ADRIATICA. Prima ancora del Servizio Parchi e foreste della Regione, un altro ente aveva espresso al Comune di Alba Adriatica il proprio parere negativo sulla realizzazione del tratto di ciclabile lungo il bordo est delle pinete di Villa Fiore, parte del grande progetto per il nuovo lungomare.
Lo dice la stessa nota regionale dei giorni scorsi, non ancora resa pubblica: «La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo nella propria nota del 30.11.2021 avente ad oggetto “Autorizzazione a condizione”, pur ritenendo condivisibili gli obiettivi del più ampio intervento di riqualificazione del lungomare e delle piazze interessate, sottolinea che gli interventi sul sistema vegetazionale delle pinete non sono coerenti con le esigenze sottese alla loro tutela monumentale e prescrive per le stesse la conservazione nella loro integrità e nell’attuale area di sedime occupata dalle alberature storiche». In altre parole: sì al grande progetto del nuovo lungomare, no, al taglio dei 205 pini. A svelare il parere negativo della Soprintendenza è il gruppo di opposizione Città Viva, che ora chiede lo stop all’iter per il nuovo lungomare e le dimissioni del sindaco Antonietta Casciotti e degli assessori Nicolino Colonnelli e Giuliano Vallese anche per «l’atteggiamento omissivo» e per «gravi carenze mostrate in ambito gestionale», segnalando pure un «danno di immagine per la città». Scrive il gruppo guidato da Giuliano De Berardinis, chi si è schierato contro l’opera, partendo dal parere negativo della Regione: «Con stupore apprendiamo dalla stampa le specifiche motivazioni del parere negativo espresso dalla Regione circa il progetto di sviluppo della nuova ciclabile e la conseguente riqualificazione ambientale compensativa ad esso collegato. Nessuno era al corrente di tale parere negativo. Evidentemente il documento era in possesso del sindaco già da qualche settimana ma è stato tenuto nascosto. Si tratta di un giudizio severo, durissimo che arriva dopo mesi di arroganza e di prepotenza perpetuati nel dibattito pubblico. Persino lo scudo dei pareri scientifici viene travolto». E ancora, sul parere della Soprintendenza: «Il sindaco ha mentito alla città. Essa già dal novembre 2021 aveva in mano un parere che la invitava a riconsiderare il suo proposito ma nulla è emerso. E ancora ad aprile e poi il 2 agosto comunicava di essere in possesso di tutti i permessi necessari. Ma tre giorni dopo la comunicazione rassicurante del sindaco, l’ente comunale ancora richiedeva le autorizzazioni necessarie, poi negate».
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