Talvacchia: «Romandini, tre anni di nulla»

22 Gennaio 2022

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Il consigliere di minoranza Sirio Talvacchia, candidato sindaco nel 2019, fa un resoconto politico-amministrativo di metà mandato dell’amministrazione di Elicio Romandini e...

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Il consigliere di minoranza Sirio Talvacchia, candidato sindaco nel 2019, fa un resoconto politico-amministrativo di metà mandato dell’amministrazione di Elicio Romandini e la boccia su tutti i fronti.
Sul versante politico, Talvacchia sostiene: «La lista Insieme per Sant’Egidio si era costituita ingannevolmente come lista civica ma si è capito subito che la giunta era costituita oltre che dal sindaco, dichiaratamente di centrodestra, da due assessori di Fratelli d’Italia e due del Partito Democratico, cosa mai vista in nessun comune d’Italia. Poi c’è stata la fuoriuscita dalla maggioranza dei due assessori di centrodestra, passati all’opposizione anche per un precario dialogo con il sindaco. Oggi la crisi continua, anche se il sindaco nega; ma questo è molto evidente per l’inadeguatezza degli interventi proposti, messi in campo senza una visione di paese e senza un programma da qui ai prossimi due anni e mezzo, e anche per una maggioranza raccogliticcia che si tiene in piedi per un solo voto».
Dal punto di vista amministrativo, per Talvacchia il bilancio è «anche peggiore». Sul versante delle opere pubbliche il consigliere rileva come Romandini ne abbia portate a termine alcune avviate dalla precedente amministrazione, su tutte la ristrutturazione della sede comunale, e se ne sia intestate altre – i lavori in viale Abruzzi, l’asfalto da Paolantonio al centro e la fibra – «realizzati da enti e società diversi dall’ente comunale». Nel settore del sociale «il sindaco è riuscito a sopprimere la cooperativa sociale Orizzonti, il circolo anziani e la biblioteca comunale». Nell’urbanistica «la ventilata variante al piano regolatore esecutivo non prende vita». Quanto alla pressione fiscale, secondo Talvacchia «erano tantissimi anni che le amministrazioni comunali non mettevano le mani nelle tasche dei cittadini, ora invece in tre anni è stata portata l’Irpef al massimo, inoltre sono stati aumentati tutti i diritti di segreteria e sono in esame altri aumenti». Giunta bocciata anche sul decoro urbano («il paese è peggiorato»), sugli eventi – in particolare sulla mancata ripresa del Carnevale – e sul commercio.(d.l.)