Tancredi furioso: «È inconcepibile fare politica così»

2 Luglio 2016

TERAMO. Le dichiarazioni rese al Centro da Dodo Di Sabatino, che spinge per affidare la presidenza dell’acquedotto del Ruzzo a Di Lucanardo, ex sindaco di Cortino ed ex presidente Ato, hanno...

TERAMO. Le dichiarazioni rese al Centro da Dodo Di Sabatino, che spinge per affidare la presidenza dell’acquedotto del Ruzzo a Di Lucanardo, ex sindaco di Cortino ed ex presidente Ato, hanno sollevato un vespaio di polemiche e registrano anche un distinguo da parte del deputato di Ncd Paolo Tancredi.

Quest'ultimo, frenando le fughe in avanti del suo alleato Di Sabatino, puntualizza: «Nulla è stato stabilito anche perché dovranno essere i sindaci a valutare chi sarà il nuovo presidente. Per quel che mi riguarda penso che Forlini abbia fatto un ottimo lavoro, ma non ho preclusioni nemmeno sulla validità di Giancarlo Di Lucanardo. Ritengo che per guidare un'azienda come il Ruzzo serva una larga condivisione e così per individuare il presidente. Perciò questo deve passare per un accordo politico che dobbiamo ancora siglare. Del resto Forlini fu nominato presidente non su una nostra indicazione, nonostante fossimo in maggioranza, perché doveva essere figura di sintesi e registrare i consensi più ampi tra i sindaci. Proprio perché devono esprimersi i sindaci, queste prese di posizione sono inaccettabili poiché non è ancora stato deciso nulla». Tancredi invita tutti a un maggior contegno e a minori "comparsate" nelle dichiarazioni pubbliche, sindaco Brucchi compreso, e dice: «Uno annuncia la cittadella della musica, l'altro fa il nome di proprio gradimento per il Ruzzo. Non è concepibile che semplici idee si trasformino in dichiarazioni sulla stampa. Prima di dichiarare servono gli accordi politici e la sostanza dei progetti. Questo modo di fare politica è inconcepibile».

Intanto la presa di posizione di Di Sabatino incassa la stroncatura dei civici “dalmaziani” guidati da Angelo Puglia, che dichiara: «Si è reso evidente che questa maggioranza sta andando avanti su criteri che non hanno nulla a che vedere con il bene della città ma con il mercato delle vacche. Noi civici nel documento presentato al tavolo politico avevamo chiesto proprio un tavolo di monitoraggio sulle partecipate. Evidentemente le logiche di spartizione hanno prevalso».(m.d.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA