Tancredi: nessuno scarichi tutte le colpe sul sindaco

13 Gennaio 2015

TERAMO. La crisi politica di maggioranza si alimenta a bocce ferme di ulteriori riflessioni e, all’avvicinarsi dei tavoli politici che il sindaco Maurizio Brucchi si appresta a convocare per dare una...

TERAMO. La crisi politica di maggioranza si alimenta a bocce ferme di ulteriori riflessioni e, all’avvicinarsi dei tavoli politici che il sindaco Maurizio Brucchi si appresta a convocare per dare una sterzata al suo mandato intrappolato dagli scontenti, ci sono nuovi distinguo.

E’ il caso del partito del Nuovo Centrodestra: a una prima lettura del comunicato della discordia diramato dai consiglieri di Mauro Di Dalmazio, il gruppo di riferimento dell’onorevole Paolo Tancredi si era affrettato a buttare acqua sul fuoco interpretandolo come un gesto di riflessione a uno stimolo ulteriore dell’operato di giunta. Le dichiarazioni successive di Tancredi suonano invece come un altolà a eventuali nuove rivendicazioni della corrente civica dalmaziana. «Ci sono amici che stimolano azioni su punti importanti su cui sicuramente bisogna migliorare. Io però credo che il sindaco non possa essere imputato di nessuna mancanza perché sta portando avanti il programma elettorale con grande determinazione», dichiara Tancredi, «e credo che le responsabilità dell’andamento dell’amministrazione siano a carico di tutti. Nessuno adesso, soprattutto chi ha partecipato alle divisioni degli incarichi, all’organigramma, alle nomine negli enti, si può sottrarre dalle responsabilità degli obiettivi di maggioranza».

Quindi come va gestito il malcontento da sanare tra i consiglieri? «Bisogna distinguere. Il malcontento di chi aspirava a una carica che non ha avuto, ci sta. E’ inevitabile per via dei posti in giunta numericamente ridotti rispetto alle pretese da soddisfare. Invece credo che il malcontento in questo caso è venuto fuori perché c’è minore tenuta politica rispetto al passato», ammette Tancredi, «il quadro politico rispetto alla giunta Chiodi e al primo mandato di Brucchi, che era più compatto, adesso è più frammentato. Le rivendicazioni di chi vuole fare l’assessore e non lo ha fatto ci sono sempre state ma non è che questo possa essere il fattore scatenante di una crisi politica di maggioranza. Sono concentrato di più su problemi nodali come il futuro della Team, che mi sembra più importante di chi fa il presidente del consiglio o l‘assessore, così come ci sono dibattiti e questioni delicate da affrontare in tema di urbanistica, lavori pubblici e cultura. Se la lettera dei civici di Di Dalmazio era un richiamo a questo posso accettarlo, ma se era uno scarico di responsabilità per addossare le colpe al sindaco, che ci ha messo sempre la faccia, non ci sto», conclude Tancredi.(m.d.t.)

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