Tancredi sbotta e stronca Di Sabatino «Alleanza finita»

7 Ottobre 2016

Rottura dopo le dichiarazioni sulla fine del Brucchi ter «Con D’Alfonso dialogo possibile, ma non sulla Fondazione»

TERAMO. Fine dell’alleanza tra il deputato di Ncd Paolo Tancredi e il consigliere comunale della lista Teramo Soprattutto Alfonso detto “Dodo” Di Sabatino Martina. A ufficializzare l’allontanamento è proprio il deputato teramano dopo le dichiarazioni che il consigliere comunale teramano ha rilasciato nei giorni scorsi sull’opportunità di mettere fine all’esperienza Brucchi.

«Io e Dodo non ci capiamo», ha detto Tancredi lapidario «possiamo ritenere congelato il nostro percorso». «Dietro il suo assunto», spiega il deputato, «non c’è un una prospettiva, non c’è un progetto politico. Dodo Di Sabatino ci dica quali proposte ha fatto per la città che non sono state recepite, visto che peraltro è stato vicesindaco per anni, e poi discuteremo. L’idea di mettere fine al mandato di Brucchi potrebbe essere anche una logica conseguenza di un ragionamento, ma non può essere il punto di partenza. Se poi Di Sabatino ha preso altri accordi con D’Alfonso che lo dica. Ma dubito che il governatore, che incarna la parabola del mentitore, possa avergli promesso qualcosa di più di una semplice partecipazione alle primarie del centro sinistra per la candidatura a sindaco. Anche perché sarei curioso di sapere come D’Alfonso pensa di essere in grado di imporre al centrosinistra teramano la candidatura di Di Sabatino. Peraltro ne sarei lieto, perché significherebbe vincere facile. Ad ogni modo faccio i miei auguri a Dodo». E se da un lato Tancredi sancisce la rottura con Di Sabatino, dall’altro mostra una maggiore propensione al dialogo con il presidente Luciano D’Alfonso.

Tancredi chiamato a rispondere sui rumors che vogliono il “suo” consigliere Giorgio D’Ignazio vicino a un ingresso in giunta dichiara: «Io ho dimostrato la mia vicinanza alla Regione Abruzzo da relatore alla legge di stabilità, visto che grazie a un mio emendamento è passato il piano sanitario e l’Abruzzo è uscito dal commissariamento. Con D’Alfonso sono disponibile a dialogare, ma per il momento non ci sono le premesse. Sul Masterplan si è comportato da colonizzatore e prima ancora ha fatto nomine illegittime come quella di Manola Di Pasquale alla presidenza dell’Izs. Non respingiamo alcun confronto su ipotesi di maggioranza con D’Alfonso, ma noto che la sua giunta è al collasso e forse più che porsi problemi su Teramo il presidente debba risolvere i problemi che ha al suo interno. E’ lui che deve guadagnare appeal nei nostri confronti».

Chiusura netta esprime infine Tancredi sull’eventualità di un accordo col centro sinistra per il rinnovo del consiglio di amministrazione della Fondazione Tercas previsto ad aprile. «Gli accordi si dovevano stringere prima, quando fu rinnovato il consiglio di indirizzo. Il centrosinistra all’epoca nominò Mauro Mattioli sia alla Fondazione che alla direzione dello Zooprofilattico su impulso del rettore Luciano D’Amico, al quale manca solo la tessera di partito. Per quel che mi riguarda non ci sono accordi da rispettare».

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