Tancredi spinge Gatti: «Devi candidarti»

Il fautore del tavolo anti-D’Alberto: «È tempo di buttare il cuore oltre l’ostacolo, altrimenti la partita si farà difficile»
TERAMO. Qualcosa si muove nel centrodestra per la scelta del candidato sindaco da opporre a Gianguido D’Alberto in primavera, anche se si tratta di movimenti ancora non determinanti. L’avallo a Paolo Gatti giunto venerdì da parte del tavolo regionale di Forza Italia è legato probabilmente ai difficili equilibri interni della coalizione di centrodestra in Regione, ma rappresenta comunque un sasso buttato in una palude immobile da troppe settimane e mette in un angolo la frangia dei forzitalioti teramani ostile a Gatti.
Paolo Tancredi, l’ex parlamentare che è stato fautore del tavolo cittadino delle forze anti-D’Alberto dal quale a settembre era venuta fuori la scelta quasi unanime di Gatti, poi congelata in primis dal diretto interessato, la vede così: «Pagano era già d'accordo su Gatti prima delle politiche, ha voluto fare questa chiusura e va bene. Ma mi pare importante soprattutto che abbia auspicato una rapida convocazione del tavolo regionale di coalizione. È ora che si affronti la questione Teramo e che la Lega si esprima: nel momento in cui due su tre dei partiti maggiori e tutte le liste civiche del centrodestra sono su una posizione, D’Eramo e i suoi devono decidere: sì o no a Gatti? E se no, chi altro?».
Tancredi, però, sa che si rischia di andare lunghi e chiede allo stesso Gatti di sbloccare lo stallo. «Se potessi dare un consiglio all'amico Paolo», dice, «gli direi che bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo e poi, dichiarata la sua candidatura, esercitare una forza di attrazione. Capisco che di fronte alle difficoltà lui abbia fatto uno stop, ma è chiaro anche che più il tempo passa, più la partita si fa difficile».
Intanto il tavolo voluto da Tancredi sembra aver perso un pezzo, ovvero l’area di Italia Viva, che si avvia a entrare nel terzo polo con Azione. Ma Tancredi non la vede persa del tutto: «Confido che con Maria Cristina Marroni e coloro che le sono più vicini ci sia la possibilità di costruire un percorso comune sul nome di Paolo Gatti».
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