«Tanti annunci e niente risultati» L’opposizione boccia D’Alberto

Antonetti: «Il teatro comunale e la sede storica del municipio esempi di incapacità amministrativa» Marroni: «Ancora fermi 200 milioni per riparare le scuole». Corona: «Caos nella sosta a pagamento»
TERAMO . Un anno fa i teramani sceglievano, per la seconda volta consecutiva, Gianguido D’Alberto come sindaco. Oggi, in attesa del rimpasto che tarda ad arrivare, a fare un bilancio dei primi dodici mesi del mandato bis sono alcuni esponenti dell’opposizione che bocciano su tutta la linea il lavoro del primo cittadino e della sua squadra. Le parole «lentezza», «disordine» e «annunci» sono quelle che più caratterizzano la narrazione della minoranza. A partire dall’ex candidato sindaco Carlo Antonetti che definisce il primo anno del secondo «smodello D’Alberto-Teramo», come lo ha ribattezzato, «peggiore del previsto e del prevedibile avendo generato soltanto: annunci non veri, lavori bloccati, città e cittadini in ginocchio e notevoli danni economici».
Il consigliere di Forza Italia aggiunge che «oltre alla solita stucchevole litania del: faremo, inizieremo, vedremo, restano irrisolte e lontane da una concreta e veloce soluzione le questioni più gravi della città quale la ricostruzione pubblica, il recupero dei siti culturali e archeologici, lo sviluppo strategico, urbanistico, commerciale, produttivo e turistico della città, più di tante parole sono sufficienti due esempi oggettivi che fotografano in modo drammatico l’illegittimo modus operandi di questa giunta. Il primo: il cineteatro comunale, questione che ha cagionato gravissimi danni per il Comune, almeno 700mila euro, che ha agito con “condotta colposa e contraria ai principi di buona fede e affidamento del privato”, per citare la sentenza del Tar. Il secondo esempio ben rappresenta l’immobilismo e l’incapacità amministrativa: la ricostruzione della sede del Comune», conclude il forzista che torna a chiedere le dimissioni del sindaco e della giunta. Non è tenera con D’Alberto neppure Maria Cristina Marroni, anche lei un anno fa in corsa per guidare la città. «Notoriamente i secondi mandati sono meno efficaci dei primi e D’Alberto non fa eccezione. Quello che è anomalo è che in questo caso anche il primo è stato incredibilmente improduttivo. Ricordo che nelle casse comunali giacciono circa 200 milioni, molti dei quali sin dal 2017, destinati dallo Stato per riqualificare le scuole e tutti gli edifici pubblici danneggiati dai terremoti. A ciò debbono aggiungersi 106 milioni provenienti dal Pnrr per 31 interventi edilizi da realizzare entro 32 mesi da oggi. Spero vivamente che i finanziamenti non debbano tornare indietro per i ritardi nei termini perentori che il Pnrr richiede», commenta la consigliera di “Teramo è meglio”, elencando i «pochi lavori tangibili realizzati» dal 2018 a oggi: la riqualificazione dell'asilo di Villa Ripa, la scuola di contrada San Benedetto e la ex Carlo Febbo di San Nicolò per «poco più di un milione speso in sei anni, mentre circa 300 milioni attendono di essere messi a terra nei restanti quattro anni». Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Fratelli d'Italia Luca Corona, che definisce la città «disordinata e caotica» e l’azione amministrativa «lenta o del tutto ferma sulle questioni più urgenti: la ricostruzione, il rilancio del tessuto economico, le grandi opere». Corona ricorda il Pums «del quale non si sa più nulla», i parcheggi «con tariffe cresciute e multe salate», la videosorveglianza «dimenticata», spiega il consigliere bocciando su tutta la linea il sindaco che «appare più impegnato a fare politica che ad amministrare, più concentrato sul suo futuro personale che sui troppi problemi della città».
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