Taraschi alla Team o in giunta può far rientrare Fratelli d’Italia

17 Maggio 2016

Il gruppo di Di Sabatino potrebbe chiedere la presidenza del Ruzzo per Di Lucanardo ma il blocco Gatti-Tancredi vuole la conferma di Forlini. Brucchi presenta un documento programmatico

TERAMO. Le manovre di assestamento per la definizione di un nuovo esecutivo consegnano nuove indiscrezioni sulla redistribuzione di deleghe e incarichi. Salgono infatti le possibilità che il rientro o un appoggio dei Fratelli d'Italia alla maggioranza si traduca con l'attribuzione di un incarico di responsabilità a Carlo Taraschi, ingegnere di lunga militanza politica nelle fila di Alleanza nazionale sotto la cui egida è stato consigliere comunale e provinciale. E non è un mistero che il coordinatore regionale del partito, Giandonato Morra, spinga affinchè il rinnovamento passi per figure o assessorati "tecnici" di appoggio al sindaco e l'ingegnere teramano di Fratelli d'Italia ha questo profilo. Una scelta che toglierebbe anche Morra dall'imbarazzo di dover scegliere tra Raimondo Micheli e Domenico Sbraccia. Per Taraschi si ipotizza una delega all'urbanistica o un ritorno in Teramo Ambiente visto che in passato è stato già membro del cda da cui poi ha rassegnato le dimissioni ad aprile 2014 alla scadenza naturale del mandato senza proseguire nel regime di prorogatio. Un gesto che due anni fa fece vociferare sulla possibilità di contrasti interni. A supportare le indiscrezioni su un probabile incarico a Taraschi, ci sarebbero i contenuti della riunione che Morra avrebbe avuto con il sindaco in cui sembra siano state mosse critiche verso l'assessorato all'urbanistica, quindi l'assessorato "tecnico" di Mario Cozzi. Così come il fatto che il sindaco avrebbe strizzato un occhiolino ai Fratelli d'Italia rispolverando un vecchio progetto di Taraschi che, al posto dell'attuale contestatissimo guado di Carapollo, prevederebbe un ponte a senso unico alternato.

Gli equilibrismi della nuova maggioranza poggiano anche su una via d'uscita al Ruzzo per il gruppo di Teramo Soprattutto di Alfonso Di Sabatino Martina. Sembra infatti che nell'individuazione di figure "tecniche" Di Sabatino potrebbe non disdegnare una presidenza al Ruzzo per l'uomo della sua lista Giancarlo Di Lucanardo che in passato è stato presidente dell'Ato e dunque vanta anche un "curriculum di continuità". Bisognerà vedere se nei rapporti di forza passerà questa linea visto che sul rinnovo dell'attuale presidente Antonio Forlini, in scadenza a giugno, sembrerebbe esserci già un'intesa tra i sindaci di Gatti e Tancredi.

Intanto ieri sera il sindaco Brucchi, nel corso del terzo tavolo politico – il primo dopo le dimissioni dei quattro assessori di Futuro In – ha presentato ai suoi alleati un documento programmatico. Un documento che analizza le cause della crisi (di carattere politico e non amministrativo e motivata con il “cannibalismo” tra le liste) e che pone sia punti di metodo, cioè maggiore inclusività e atteggiamenti meno autoreferenziali, che programmatici. Il sindaco ha riferito anche della disponibilità delle liste fuoriuscite dalla maggioranza a dialogare e attende ora la presentazione di un documento programmatico anche da parte della lista civica di Mauro Di Dalmazio. Al termine del lavoro di concertazione e sintesi esporrà il documento alla sua maggioranza. Brucchi ha ribadito che dal tavolo non sono emersi numeri, né tantomeno nomi, ma si è dichiarato soddisfatto di aver recepito da tutti la disponibilità a lavorare per il bene della città. «Tutti antepongono e mettono in evidenza l'importanza e i contenuti del documento programmatico, il rinnovamento, e la disponibilità al sacrificio», ha detto il sindaco a margine dell'incontro, «sancito questo aspetto mi fa piacere che tutti infine abbiano messo in secondo piano l'organigramma, per cui raccolgo fiducioso la positività e l'atteggiamento delle liste a lavorare per il bene della città».

Marianna De Troia

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