Targa per ricordare il coraggio di Margarete

La donna tedesca seguì il compagno ebreo deportato e morì a Giulianova nel ’45
GIULIANOVA. Ieri mattina, in sala Buozzi, si è svolta la cerimonia di scoprimento di una targa commemorativa intitolata all’apolide Margarete Wagner, in occasione del 76° anniversario della morte, avvenuta all’ospedale di Giulianova il 14 gennaio 1945. All’iniziativa hanno partecipato il sindaco Jwan Costantini, il vice sindaco Lidia Albani, la presidente della commissione Pari Opportunità Marilena Andreani e il giornalista e ricercatore storico Walter De Berardinis, autore degli studi sulla Wagner.
La targa commemorativa verrà posizionata all’interno del cimitero giuliese e recita: “Alla memoria di Margarete Wagner, per aver sostenuto e difeso l’ebreo tedesco Ignaz Hain fino alla sua morte, dalle persecuzioni antisemite della Germania nazista e dell’Italia fascista”. Margarete Wagner, tedesca e cattolica, era nata a Francoforte sul Meno nel 1907. Durante l’ascesa di Hitler al potere si fidanza con un giovane procuratore legale, Ignaz Hain, ebreo, nato nel 1902. Con le leggi razziali, la giovane coppia nel 1937 si trasferisce a Milano fino all’arresto di lui nell’agosto del 1940. A settembre, Hain arriva alla stazione di Giulianova e viene schedato al Kursaal insieme ad altri deportati ebrei. In seguito viene trasferito nel campo d’internamento di Tossicia e successivamente a Civitella del Tronto, dove è raggiunto in stato di libertà dalla giovane compagna Margarete. Nel 1944 l’uomo viene deportato ad Auschwitz e poi il 25 gennaio 1945 a Mauthausen, dove muore l’8 marzo 1945. La moglie, rimasta bloccata a Civitella del Tronto, nel frattempo era morta per malattia all’ospedale di Giulianova il 14 gennaio 1945. Nel gennaio del 2020, all’interno dell’Archivio comunale di Giulianova, viene ritrovato il suo atto di morte dal ricercatore storico De Berardinis, che ieri ha dichiarato: «Siamo riusciti a ricostruire la storia d’amore di Margarete e Ignaz grazie allo storico Giuseppe Graziani, autore di un lavoro eccezionale di documentazione sui campi d’internamento di Civitella, e grazie al ritrovamento di una borsa con tutti i documenti e le foto della coppia. Mi preme ringraziare anche Guido Scesi, il curatore del Museo “Nina” e proprietario della borsa. Grazie a loro, e alla mia ricerca nell’archivio comunale di Giulianova, siamo riusciti a ricostruire tutta la storia». Il sindaco Costantini ha dichiarato: «Una storia straordinaria di stretta attualità. Sono gesti straordinari quelli compiuti da questa donna, fra mille difficoltà».

