Tari, 100 commercianti in corteo sotto il Comune

Gli amministratori disertano l’incontro con Confcommercio che sollecita modifiche al regolamento per ridurre il carico fiscale: lunedì scatta la protesta
GIULIANOVA. Avevano preparato un protocollo d’intesa Tari da firmare insieme al sindaco Francesco Mastromauro e agli assessori i commercianti riunitisi lunedì sera al Kursaal ma, visto che nessuno degli amministratori si è presentato, nonostante l’invito rivolto dalla Confcommercio, i circa 100 esercenti presenti hanno votato per dare vita a una manifestazione generale davanti al Comune lunedì prossimo alle 10.
Alla riunione il presidente della Confcommercio Pietro Belgiglio, il suo vice Marco Berilli, il responsabile Silb Gianpiero D’Angelo e il neo associato Gianni Massi (promotore, nel settembre scorso della protesta dei commercianti durante il consiglio comunale in cui si è approvato il regolamento Tari), hanno presentato il protocollo d’intesa, che conteneva quattro richieste: la reale possibilità di adoperare il ravvedimento operoso (che consente di pagare le bollette nei tre anni successivi con sanzioni minime) senza che il Comune invii comunicazioni di sollecito che ne farebbero decadere l’efficacia (il sindaco aveva già rassicurato i commercianti dicendo che non sarebbero state mandate); la possibilità di dilazionare il debito in 10 mesi, come previsto nel regolamento di Comuni limitrofi (a Giulianova non esiste questa eventualità); includere un’autocertificazione per i proprietari di seconda casa che escluda la presunzione che sia occupata da minimo 3 persone e iniziare la pesatura della spazzatura, ad opera del nuovo gestore unico, entro tre mesi per il pagamento di quanto effettivamente prodotto.
Delusi dalla mancata presenza degli amministratori, i commercianti hanno deciso di andare a protestare direttamente dal sindaco, una «marcia silenziosa per portare in municipio le istanze di modifiche urgenti al regolamento Tari, perché tutti i commercianti siano messi in condizione di pagare quanto possono», ha spiegato Belgiglio. «Io ho una bancarella di frutta e verdura al mercato», ha raccontato una donna, «e, insieme agli altri ambulanti, ho fatto due riunioni col sindaco, che ci ha fatto solo promesse. Il risultato è stato che, se l’anno scorso ho pagato 47euro, quest’anno ne ho pagati 347. In negozio sono arrivati 4mila euro».
Margherita Totaro
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