«Tari anche sulle passerelle per disabili»

20 Settembre 2016

Il sindacato dei balneatori torna ad attaccare la giunta: «Ci sono cinque ricorsi alla commissione tributaria»

GIULIANOVA. La Tari si paga anche sulle passerelle per i disabili. A lanciare la denuncia sulla ormai famigerata e controversa la tassa sui rifiuti è il Sib, il sindacato italiani balneari rappresentato dal presidente Domizio Luigi Scilli. «Per quella tassa», esordisce l’ex comandante del porto di Giulianova, «sono stati presentati ben cinque ricorsi alla commissione tributaria provinciale. Queste azioni si sono rese necessarie dopo il disinteresse mostrato dal Comune nel percorrere la strada della mediazione richiesta come prevede la legge. I nostri ricorsi si fondano sulla tassazione dei rifiuti applicata in modo difforme rispetto alle norme e poco chiara nella specifica esposizione contabile».

Sull’argomento il sindacato dei balneatori ha le idee precise: «Contestiamo al Comune di Giulianova la circostanza di far pagare la Tari sull’intera area in concessione senza l’esclusione di quelle zone che non producono rifiuti. Una sorta di tassa sull’aria. La legge prevede l’applicazione della Tari solo su quelle parti di concessione demaniale che producono rifiuti».

Scilli così prosegue a difesa dei suoi iscritti: «Con una relazione puntuale ed esaustiva abbiamo dimostrato quali sono per gli stabilimenti balneari le aree che producono rifiuti e quelle che al contrario non li producono. Per tutta risposta il Comune afferma, con metodo induttivo e senza tener conto della realtà, che uno stabilimento balneare produce rifiuti pari 3,68 chili per metro quadrato. Sicchè vengono tassati il bagno per disabili e passerelle per disabili imposte dalla legge, il parcheggio e la relativa rastrelliera riservati alle biciclette, i camminamenti per raggiungere gli ombrelloni e l’area giochi bambini».

Le dolenti note vengono dalle somme richieste so e Scilli a questo proposito osserva: «Abbiamo calcolato per uno stabilimento balneare medio un pagamento di 1.300 euro ed invece è stata richiesta la somma di 5mila euro, ovvero quasi quattro volte quella da noi preventivata. In pratica si riparte con la tassazione del 2016 senza tener conto delle precisazioni puntuali e tempestive inviate dal sindacato all’Ufficio comunale competente».

Sugli avvisi di pagamento ricevuti in questi giorni, il sindacato italiano balneari non ha dubbi: «Sono difficilmente comprensibili fino in fondo se si tiene conto degli anticipi richiesti con rinvio del conguaglio al dopo novembre, mese entro cui il Comune, con delibera di assestamento, potrebbe apportare delle significative variazioni alle tariffe». La protesta contro la Tari, dunque, prosegue e i balneatori chiedono delle risposte immediate. «Così conclude Domizio Luigi Scilli: «il sindacato balneari chiede una maggiore trasparenza nella formulazione degli atti e più dialogo con la controparte».

Alfonso Aloisi

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