Tari, bollette più alte ai balneatori Il Coba conferma: non paghiamo
Scilli del sindacato Sib fa notare che la quota fissa è passata da 0,58 a 1,10 a metro quadro e gli operatori del consorzio ribadiscono: verseremo solo una parte quando arriverà l’ultima rata
GIULIANOVA. I bollettini per il pagamento della prima rata delle bollette Tari stanno arrivando, in questi giorni, ai cittadini giuliesi ma anche ai balneatori del Coba: quelli che, ad aprile, sono usciti dal circuito di raccolta rifiuti comunale per affidarsi ad un gestore privato e confermano di voler pagare solo la quota fissa della Tari. Intanto Domizio Scilli del sindacato balneatori Sib-Fipe della provincia di Teramo ha fatto notare che, rispetto allo scorso anno, la quota fissa della tassa è aumentata: da 0,53 euro a metro quadro dello scorso anno, a 1,10 di quest’anno.
I balneatori che sono entrati a far parte del Coba, già ad aprile, spiegarono che non avrebbero pagato per intero la Tari, che appunto si divide in una quota fissa (che è il costo di gestione del servizio che sostiene l’Ecotedi) e in una variabile (ossia il costo del servizio di porta a porta in sé e di tutte le attività di pulizia che svolge il gestore in città), ma che avrebbero corrisposto al Comune solo la parte fissa, che comprende, tra le altre cose, la pulizia delle strade. «Da un esame delle prime bollette pervenute», ha fatto sapere Scilli, «è emerso che la tariffa per l’anno in corso è così composta per gli stabilimenti balneari: quota fissa 1,10 euro, quota variabile 0,98 euro, per un totale di 2,08 euro a metro quadro, con una maggiorazione rispetto al 2014 di 0,08 euro. Da notare che la variazione più importante risulta sulla quota fissa che passa da 0,53 euro ad 1,10».
Non tutti i balneatori giuliesi, tuttavia, fanno parte del consorzio Coba e dunque si troveranno a fare i conti con i bollettini maggiorati rispetto allo scorso anno, frutto evidentemente di un errore di calcolo da parte del Comune e che gli uffici comunali stanno provvedendo a risolvere. I balneatori del Coba, dal canto loro, non sono disposti ad indietreggiare e non si scompongono più di tanto, visto che pagheranno solo la quota fissa. «Noi continuiamo sulla nostra strada», commenta Gabriele Albani, segretario del consorzio, «a settembre i consorziati partiranno con azioni di tutela e autotutela, anche se l’amministrazione non ha tenuto conto nemmeno delle azioni di autotutela presentate lo scorso anno». I balneatori, dunque, non arretrano e fanno sapere che aspetteranno l’ultima rata a saldo della Tari per estrapolare la parte fissa della tassa e pagare solo quella, visto che è possibile saldare l’importo con un’unica soluzione alla consegna del saldo.
«La raccolta notturna procede a gonfie vele», prosegue Albani, «e a metà del prossimo mese renderemo pubblici tutti i dati: secondo le tabelle statali, gli stabilimenti balneari dovrebbero produrre 845 tonnellate di rifiuti l’anno. Invece noi abbiamo pesato i rifiuti e non arriviamo a 250 tonnellate. Il Comune, inoltre, non ha tenuto conto delle autotutele presentate lo scorso anno, né di tutte le osservazioni presentate da noi». In aprile, infatti, i balneari fecero sapere che, nel computo della Tari, erano state inserite anche le aree di spiaggia adiacenti al lungomare dove si trovano i giochi, e che non dovrebbero essere oggetto di tassazione.
Le bollette pazze, comunque, continuano ad arrivare nelle abitazioni e nelle attività commerciali e i cittadini si precipitano in municipio, all’ufficio tributi, per correggere gli importi. La prima rata scade infatti a fine mese. L’assessore al bilancio Katia Verdecchia, annunciando che gli uffici sono all’opera per visionare nuovamente tutte le bollette delle utenze domestiche e non domestiche, ha però fatto sapere anche che le rate vanno pagate entro la scadenza e che i soldi pagati in più saranno restituiti come conguaglio sulle prossime bollette.
Margherita Totaro
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