Tari, commercianti in subbuglio «Questo aumento è una stangata»
Roseto, il consiglio comunale approva la manovra con la contrarietà dei gruppi di opposizione Frattari: «Dobbiamo coprire i crediti inesigibili». Pavone: «Hanno calcolato anche quelli incerti»
ROSETO. Commercianti e balneatori in subbuglio dopo l'approvazione delle nuove tariffe Tari per il 2017 nel consiglio comunale di mercoledì sera a Roseto. L'aumento del 25% mette in ginocchio famiglie e soprattutto imprese costrette, come nel caso dei camping, a sborsare dai 10 mila ai 15 mila euro in più. «In questo momento di forte difficoltà per gli esercizi commerciali e le imprese», dice Annalisa D'Elpidio, presidente dell'associazione Assorose, «il cospicuo aumento della Tari rappresenta una vera stangata. Siamo in disaccordo totale con questa decisione, tutti sono in subbuglio. Con la crisi in atto dove è difficile fare profitto per chiunque, non era opportuno aumentare con queste percentuali la tassa sui rifiuti».
L'assessore al bilancio Antonio Frattari ha spiegato che l'aumento è stato inevitabile in base a un provvedimento di legge, risalente al giugno 2015, che prevede un fondo di garanzia per i crediti che risulteranno inesigibili. Il sindaco, nel suo intervento, ha ribadito che il Comune è in condizioni di criticità a livello di bilancio perché negli anni dell'amministrazione Pavone si sono trascurate le riscossioni. Su questo punto si è accesa la polemica perché il consigliere Enio Pavone ha contestato la ricostruzione tecnica fatta dalla maggioranza. «Loro parlano di crediti inesigibili», ha detto l’ex sindaco, «ma hanno inserito anche i crediti di dubbia esigibilità, ossia quelli ancora in gioco. Le imprese già sono in ginocchio e con l'aumento della Tari si aggrava la situazione».
Sulla stessa lunghezza d'onda Fabrizio Fornaciari, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia-An: «Facendo un confronto, nella Tari 2016 le somme previste per questo fondo ammontano a 150mila euro, mentre nella Tari targata Pd ammontano a ben 900mila euro. Tutto ciò andando a creare sostanzialmente un artificio finanziario che ha gonfiato la Tari, consentendo un alleviamento della cronica criticità degli equilibri della cassa e continuando a mettere le mani nelle tasche dei rosetani».
Sull'argomento è intervenuta anche la capogruppo consiliare di minoranza Rosaria Ciancaione. «Di fronte alla mia proposta di adeguare il piano economico finanziario della Tari in base al decreto del Presidente della Repubblica 158 del 1999», ha affermato, «per arrivare a tariffe più contenute la maggioranza è andata avanti. Avremmo potuto sospendere il consiglio e valutare la proposta che avrebbe permesso di abbassare notevolmente i costi. Quello di cui non ci si rende conto è che un aumento così consistente avrà l'effetto perverso di abbassare ancora la percentuale di riscossione e, anziché migliorare la liquidità, la peggioreranno».
Luca Venanzi
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