Tari, dal consorzio dei balneatori un altro schiaffo al Comune

4 Aprile 2015

L’assemblea del Coba ha deciso: respinta all’unanimità la proposta dell’amministrazione di ridurre la tariffa del 20% in cambio della rinuncia alla raccolta autonoma di rifiuti

GIULIANOVA. Il consorzio dei balneatori Coba ha deciso all’unanimità, durante la riunione di ieri sera, di rifiutare l’offerta del Comune di riduzione del 20% della bolletta Tari per il 2016 e di proseguire nella raccolta differenziata autonoma con il gestore Am consorzio di Pineto. La raccolta autonoma dei balneatori è partita il 1° aprile, giorno in cui è iniziato anche il servizio del nuovo gestore unico comunale Team-Diodoro, che ha formato, per l’occasione, il consorzio EcoTeDi. L’amministrazione comunale però, dopo la presentazione ufficiale del nuovo gestore, aveva anche organizzato un incontro con i rappresentanti del Coba, il presidente Gianni Flagnani, il vice Giovanni Tafà e il segretario Gabriele Albani, per proporre un ulteriore accordo, stavolta con la certezza del 20% di sgravi da applicare nelle bollette 2016 ed evitare così che i titolari degli stabilimenti si rivolgessero ad un gestore privato. Già un paio di settimane fa il Coba aveva rifiutato la possibilità di una riduzione dal 20 al 40% della parte variabile della Tari da applicare alle bollette sempre al termine di un anno di sperimentazione, anche se, in quell’occasione, non era stata data la certezza di una copertura economica in bilancio: ieri i balneatori aderenti al consorzio (40 su 52) hanno deciso di rifiutare anche questa seconda offerta. Adesso, dunque, continueranno a pagare al Comune la parte fissa della Tari, circa il 73% che comprende servizi alla città, spazzamento e pulizia, ma, per quanto riguarda la parte variabile pagheranno in base a quanto effettivamente prodotto alla Am consorzio Pineto, grazie alla pesatura dei rifiuti che verrà effettuata ogni volta dagli operatori. «L’offerta arrivata dall’amministrazione comunale all’indomani dell’avvio del servizio autonomo, non è stata accettata», ha spiegato Flagnani. «Il servizio autonomo di raccolta ci permetterà di differenziare la totalità dei rifiuti prodotti; il progetto sperimentale promosso dal Coba porterà ad un protocollo ambientale che sarà possibile certificare e riprodurre». L’obbiettivo è quello di pervenire a una quantificazione certa dei materiali prodotti ed alla loro valorizzazione in termini di recupero a beneficio dell’ambiente, ma anche alla creazione di un circolo virtuoso che, a partire dall’anno prossimo, porterà alla definizione della tariffa sulla reale produzione. Il Coba pubblicherà alla fine di ogni mese dei rapporti che illustreranno il risparmio rispetto al conferimento comunale. A fine 2014, potranno dunque applicare tariffe diverse per ogni stabilimento, in base a quanto prodotto. Per il Comune, però, la gestione integrata dei rifiuti urbani costituisce un servizio di pubblico interesse, e come tale deve essere svolto in regime di privativa sull’intero territorio comunale.

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA