«Tari, i balneatori pagheranno due volte»

5 Aprile 2015

L’assessore Ruffini replica al Coba e ribadisce che la raccolta autonoma dei rifiuti è contro la legge

GIULIANOVA. «Facendo così i balneatori rischiano di pagare due volte: la Tari e il gestore privato a cui si sono rivolti». E’ la replica dell’assessore all’ambiente Fabio Ruffini all’indomani della decisione da parte dei 40 balneatori consorziati del Coba di continuare con la raccolta dei rifiuti in proprio, respingendo l’offerta del Comune di applicare la riduzione del 20% di sconto sulle bollette della Tari 2016, al termine dell’anno di sperimentazione.

«La legge 152/2006», ha spiegato l’assessore, «dice che la gestione dei rifiuti urbani costituisce un servizio di pubblico interesse e, come tale, è svolto in privativa sull’intero territorio comunale. Ogni autogestione dei rifiuti eseguita da ditte non autorizzate, come intende fare il Coba, è fuorilegge. Il Comune non può far altro che reprimere la loro condotta illecita attraverso le sanzioni amministrative. Essendo fuorilegge, in ogni caso, non sono esonerati dal pagare la Tari per intero (e, di conseguenza, non avranno nemmeno lo sconto sulla parte variabile)».

Il Coba, presieduto da Gianni Flagnani, dal 1° aprile ha affidato la raccolta porta a porta alla Am consorzio Pineto dal primo aprile. Secondo i balneatori, infatti, è in loro pieno diritto affidarsi ad una ditta privata. «L’articolo 198 della legge 152/2006», aveva affermato il presidente del Coba in una nota, «si applica esclusivamente alle utenze private e non alle categorie imprenditoriali, così come sottolineato da pareri tecnici di consulenti specializzati. Per quanto riguarda le ditte specializzate nella raccolta dei rifiuti, queste devono essere autorizzate dalla Provincia e dalla Regione e la società affidataria del Coba è provvista di dette autorizzazioni». Secondo Ruffini, invece, questa è una «interpretazione di comodo della legge», che dunque non esimerà i balneatori dal pagamento della tassa sui rifiuti. Nel corso di una riunione tenutasi venerdì scorso i titolari degli stabilimenti balneari hanno ribadito la volontà di continuare per la loro strada, impegnandosi a versare nelle casse comunali solo la quota fissa della Tari (il 73%, che comprende la pulizia delle strade e altri servizi alla collettività) e a fornire all’amministrazione comunale i dati della raccolta. Se il Comune invierà ai balneatori le sanzioni, dunque, è molto probabile che questi facciano ricorso al Tar.

Margherita Totaro

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