Tari, il Coba prepara un nuovo ricorso

GIULIANOVA. Sono cifre da capogiro quelle che rischiano di mancare al bilancio comunale se il Tar dell’Aquila dovesse dare ragione ai balneari del Coba per l’annosa vicenda della Tari. Sono infatti...
GIULIANOVA. Sono cifre da capogiro quelle che rischiano di mancare al bilancio comunale se il Tar dell’Aquila dovesse dare ragione ai balneari del Coba per l’annosa vicenda della Tari. Sono infatti cifre importanti quelle indicate dai resoconti sommari che vanno dai 300mila a 4 milioni euro annui. Quindi ad oggi potrebbe aprirsi una voragine nei conti dell'amministrazione giuliese pari a 16 milioni di euro per le annualità che vanno dal 2015 al 2018. Ma fino ad oggi l’amministrazione comunale non ha mai preso in considerazione questa eventualità, e infatti anche l’ultimo regolamento Tari, ricalca quasi completamente quelli degli anni precedenti, tanto che i balneari del Consorzio stanno prendendo in esame la possibilità di presentare un nuovo ricorso al tribunale amministrativo per chiederne l’annullamento, come accaduto già nel 2015. «Sappiamo che l’amministrazione ha deciso di aumentare al 70% lo sgravio della quota variabile per le imprese che fanno la raccolta differenziata autonoma», dice il segretario del Coba Gabriele Albani, «ma secondo la legge il Comune non può decidere né i presupposti dell’imposizione e neanche i requisiti per ottenere le esenzioni o le riduzioni previste dalla normativa, come ha specificato bene una sentenza del Consiglio di Stato del 29 gennaio scorso, intervenuto in una vicenda simile nel Comune di Castel Volturno». Secondo i giudici del Consiglio di Stato, la fissazione di un limite massimo alla riduzione della tariffa altera il criterio di proporzionalità e quindi non è consentito. Nel regolamento Tari rimangono inoltre alcuni degli articoli già contestati con il precedente ricorso, ovvero il pagamento della tassa sulla base dei metri quadrati della concessione e non sulla reale quantità di rifiuti che, secondo il Coba vengono prodotti solo nella struttura dove si somministrano bevande e alimenti. E poi l’articolo sulle aree sportive che secondo il regolamento comunale producono rifiuti solo se utilizzate da persone qualsiasi e non quando ospitano tornei e manifestazioni di atleti affiliati al Coni. Il Coba contesta anche la non cumulabilità degli sgravi. (m.l.)
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