Tari, il sindaco ci ripensa e il dirigente non salta più

Mastromauro: «Su Pirocchi sono stato frainteso, se riorganizzerò le deleghe sarà per legge e non per questo caso specifico. Ma il rapporto si è incrinato»
GIULIANOVA. Non ci sono anomalie nel calcolo delle cartelle Tari e ora, visto che eventuali errori nella compilazione del regolamento sarebbero costati la delega alle finanze al dirigente Corinto Pirocchi, il sindaco Francesco Mastromauro fa un passo indietro, correggendo il tiro. «Su Pirocchi non commento», ha fatto sapere il sindaco, «nessuna dichiarazione; c’è stato un fraintendimento nelle mie dichiarazioni: la riorganizzazione interna delle deleghe è legge, e non attiene a questo caso specifico».
Quando sono arrivate le prime bollette Tari, un mese fa, relative alla prima delle quattro rate, in molti hanno notato un vistoso aumento rispetto allo scorso anno; altri invece una netta diminuzione, quando i cali avrebbero dovuto essere per simili per tutte le utenze. Il sindaco, in quell’occasione, fece sapere che «al cuoco sono stati dati tutti gli ingredienti e la riuscita della torta era compito suo. Quando ci fu la commissione a luglio, a Pirocchi venne chiesto se con il regolamento Tari che si sarebbe andato ad approvare le bollette sarebbero scese per tutti i cittadini indistintamente. Lui rispose di sì e invece, adesso, stanno arrivando bollettini che presentano o diminuzioni elevate o sostanziosi aumenti. Non mi posso più fidare, dunque sto valutando se togliergli la delega alle finanze».
Adesso, invece, il sindaco ha precisato che «l’apparente aumento ad alcune utenze domestiche è dovuto alla mancata riproposizione nel regolamento 2015 di un beneficio previsto nel regolamento 2014 di cui quegli utenti avevano goduto per calmierare il passaggio tra Tarsu e Tari. Tale “fraintendimento” è stato generato dal fatto che chi ha il compito di farlo, che ho definito il “cuoco” perché doveva verificare l’efficacia del regolamento 2015, cioè garantire una diminuzione delle somme in bolletta per tutti gli utenti, non ha spiegato quanto sopra evidenziato».
La rotazione delle deleghe dirigenziali, però, ha continuato Mastromauro, non attiene al caso Tari, ma si tratta di «una riorganizzazione interna, divenuta legge un mese fa, alla quale stiamo lavorando da un anno. Sebbene il rapporto fiduciario con il dirigente si sia incrinato, non si può dire che gli toglierò la delega, se ciò dovesse avvenire, per questo motivo».
Margherita Totaro
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