Tari, no alla restituzione di 800mila euro

Il consiglio boccia la mozione di Ciancaione che chiedeva di ridare i soldi ai contribuenti dopo la sentenza del Tar
TERAMO. Niente soldi da restituire ai cittadini sulla Tari, o meglio, solo 30 mila euro sulle tariffe del 2018 secondo il calcolo dei dirigenti comunali. E’ stata infatti bocciata a tarda ora, nel consiglio comunale di martedì, la mozione presentata dalla consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione relativa ai rimborsi Tari alle famiglie e conseguente all’applicazione della sentenza del Tar Abruzzo, secondo la quale l’amministrazione dovrebbe restituire ai cittadini rosetani, per via della sentenza del Tar, circa 800 mila euro.
L’aspetto che però ha fatto ancor di più irritare le opposizioni è stato il mancato anticipo delle due mozioni. Alle 21 circa, nell’aula consiliare, durante la parte finale degli interventi preliminari, sono entrati molti cittadini e membri delle associazioni, sperando che la mozione sulla Tari fosse anticipata, vista la loro cospicua presenza. La consigliera Ciancaione, dunque, ha chiesto l’anticipo della discussione sulla mozione, ma il consigliere di maggioranza Adriano De Luca è intervenuto precisando che, in realtà, i punti precedenti fossero abbastanza veloci, e che non c’era bisogno dell’anticipo. Alla votazione sulla proposta di Ciancaione la maggioranza ha deciso di non anticipare. A quel punto, dopo mezz’ora persa sulle dichiarazioni di voto, quando ormai erano le 22, cittadini e associazioni hanno abbandonato l’aula, scatenando le reazioni stizzite dei consiglieri d’opposizione.
«La maggioranza ha buttato via un’occasione per dibattere e fare chiarezza sulla Tari in un clima partecipativo», ha detto Ciancaione, «la sala consiliare era piena di cittadini e associazioni che avrebbero voluto ascoltare e rendersi conto direttamente di come maggioranza e minoranza trattano temi così delicati, come la restituzione di 800mila euro di Tari. Questo è stato negato mentre in altri casi è stato concesso. Ho detto tutto». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere di Casa Civica Mario Nugnes. «E’ stato un tentativo becero di mettere il bavaglio alla minoranza quello di scegliere di non anticipare i punti», ha aggiunto Nugnes, «asserendo che i quattro punti precedenti alle mozioni fossero veloci. In realtà, poi, due erano molto importanti come la ratifica di bilancio e lo Urban Center, sui quali si è parlato d’altronde fino all’una di notte». Sulla bocciatura della mozione il sindaco Sabatino Di Girolamo ha dichiarato che «ritenendo acclarate le interpretazioni sul fondo crediti di dubbia esigibilità abbiamo deciso di respingere la mozione poiché la consigliera ha proposto una sua interpretazione della sentenza, mentre ritengo sia mio dovere tuttavia rispettare l’interpretazione che mi è stata fornita dai dirigenti del Comune e dall’avvocatura civica. Ciò non toglie, tuttavia, che qualora ci sarà un ricorso così come annunciato, ci atterremo alle indicazioni che verranno fornite eventualmente dal Tar».
L’altra mozione invece, presentata dai consiglieri Enio Pavone e Angelo Marcone, e relativa alla definizione agevolata delle entrate degli enti locali, è stata rinviata. «La maggioranza monocolore Pd ha impedito», afferma Pavone, «di poter discutere la mozione regolarmente presentata. Addirittura, in questo caso, il consigliere di maggioranza Massimo Felicioni ha proposto il ritiro della mozione, in aperta violazione del regolamento, poiché spetta solo ai presentatori della mozione il ritiro della stessa».
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