Tari, scatta la rivolta dei commercianti

19 Settembre 2014

Aumenti fortissimi per la tassa rifiuti. Le associazioni al Comune: «Non riusciremo a pagare, dovremo chiudere le attività»

GIULIANOVA. Le associazioni dei commercianti, durante la riunione di mercoledì pomeriggio con la commissione bilancio del Comune di Giulianova, presieduta da Marcello Mellozzi, hanno minacciato di restituire le chiavi delle proprie attività perchè già consapevoli di non riuscire a pagare la Tari. La nuova tassa sui rifiuti prevede aumenti fino al 283 per cento per attività come ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizzerie al pezzo. I rappresentanti delle diverse associazioni, come Gianpiero D’Angelo, Domizio Scilli e Nino Bertoni in rappresentanza dell eassociazioni dei balneatori, Gianluca Grimi di Confesercenti, Carlo Di Marco per gli albergatori e molti altri, si sono presentati all’appuntamento in possesso di uno schema di quello che dovrebbero essere le nuove tariffe decise dal Comune di Giulianova, che si attestano a metà tra le tariffe minime e quelle massime stabilite dallo Stato per tutte e 30 le categorie previste dalla normativa statale.

Di questo prospetto, però, nessuno dei capigruppo delle opposizioni, componenti di diritto della commissione bilancio, era a conoscenza, tanto che si è scatenato un dibattito molto acceso. «Questa è l’ennesima riunione farsa dell’amministrazione comunale», ha tuonato Laura Ciafardoni, rappresentante di Forza Italia e Nuovo centro destra, «non si possono convocare riunioni quando la maggioranza ha già deciso tutto. È l’ennesima presa in giro per i cittadini. Noi capigruppo non abbiamo questo foglio, se è già tutto deciso cosa li facciamo a fare questi incontri?». L’assessore al bilancio Katia Verdecchia, però, ha invece chiarito che quel prospetto era solo una proiezione di quella che potrebbero essere le tariffe Tari prendendo, come punto di riferimento, la tariffa posta a metà tra la minima e la massima stabilite dal governo per ciascuna delle 30 attività produttive. «Quella è solo una bozza di una possibile tariffa e non quella definitiva», ha precisato Verdecchia, «di 30 categorie, 9 vedranno aumentare le proprie bollette, mentre le restanti 21 avranno forti diminuzioni. Noi abbiamo convocato quella riunione per ascoltare le proposte e non per dare dati definitivi. La tabella incriminata riportava per filo e per segno gli aumenti e le riduzioni di cui, con la Tari, saranno soggette le varie attività commerciali, in una proiezione della tassa con una tariffa appunto a metà tra la minima e la massima prevista dalla normativa nazionale.

Le attività più penalizzate saranno ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizza al taglio che si vedranno recapitare bollette più care del ben 283 per cento, per non parlare di ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub e birrerie che avranno un aumento del 225 per cento. Ad esempio, se l’anno scorso un ristorante pagava 7 euro al metro quadro, con la Tari ne andrà a pagare 19 al metro quadro. Non andrà certo meglio a birrerie, bar, stabilimenti balneari e alimentati che avranno un aumento dal 105 al 71 per cento. Un’altra situazione di cui si sono lamentati i rappresentanti di categoria è stato il fatto che, d’estate, né i mercatini, né le sagre paghino la spazzatura prodotta, nonostante, la mattina dopo, la Rieco sia sempre presente a raccogliere e pulire le strade. Di Carlo, a nome dell’associazione albergatori, ha fatto notare che non è giusto essere salassati per la produzione di un rifiuto come l’organico, definito “rifiuto virtuoso”, che è totalmente riciclabile. «Il mio locale», ha commentato D’Angelo, «da 3000 euro andrà a pagarne 8000. Sono pronto a restituire chiavi e licenza». Per discutere degli aumenti, Domizio Scilli ha convocato, per lunedì alle 18 al lido Cesare, una riunione con tutti i balneatori.

Margherita Totaro