Tasi, il Pd accusa: detrazioni per pochissimi

4 Settembre 2014

Di Pasquale e D’Alberto: l’80 % dei teramani sarà tartassato da rincari pesanti per le famiglie

TERAMO. «Brucchi chiede sacrifici alle famiglie teramane con la Tasi, ma nulla ha fatto per ridurre la spesa pubblica o i suoi assessori». Parola del Pd teramano che insieme al gruppo consiliare di Teramo Cambia promette battaglia durissima sul nuovo regolamento Iuc che introdurrebbe rincari pesantissimi per le famiglie sulla prima casa. Nel mirino delle polemiche finiscono le aliquote al massimo applicate per la Tasi, (che riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale), ma soprattutto i criteri applicati per le detrazioni. Secondo i consiglieri Manola Di Pasquale e Gianguido D'Alberto le esenzioni che il Comune ha introdotto per i nuclei familiari che presentano un reddito Isee inferiore ai 7500 euro annui, riguarda una percentuale risibile di cittadini e appena il 3,5% degli immobili teramani, mentre nessuna detrazione è prevista per quel ceto medio che presenta un Isee compreso tra 15mila e i 30mila euro e che possiede un'abitazione che ha una rendita catastale tra i 450 e i 650 euro. Quest'ultima fetta secondo l’opposizione rappresenta l'80 % della popolazione teramana e per Manola Di Pasquale sarebbe proprio la fascia più tartassata. Infatti mentre in precedenza nel calcolo dell'Imu era prevista una detrazione a monte di 200 euro per tutti ,oltre a una detrazione ulteriore di 50 euro a figlio, nella Tasi non sono previste agevolazioni proporzionali al numero di figli. Questo, in base alle proiezioni mostrate dal Pd, fa emergere un aumento che va dagli 80 ai 150 euro in più per le famiglie rispetto all'importo pagato per l'Imu nel 2012. Dai calcoli effettuati è emerso ad esempio che una famiglia composta da marito, moglie e tre figli, con reddito Isee tra i 15mila e i 30 mila euro e una rendita catastale dell’immobile di 340 euro (cioè un appartamento superiore a un valore di circa 90mila euro) con la nuova Tasi pagherebbe una tasi di 139 euro mentre di Imu non avrebbe pagato nulla. Analogo esempio per una persona separata con due figli a carico, un reddito tra i 15 e i 30mila euro e una casa con una rendita catastale di 550 euro: nel 2012 avrebbe pagato 151 euro di Imu, oggi pagherà una Tasi di 366 euro. «Questa amministrazione» spiega Manola Di Pasquale «ha applicato l'aliquota massima del 2,5% oltre a uno 0,8 facoltativo (applicabile solo se veniva ridotto l'impatto della prima casa). Il sindaco Brucchi dovrebbe vergognarsi di tartassare i cittadini senza aver fatto alcun taglio della spesa pubblica. Il sindaco ha espresso 9 assessori quando poteva ridurre a 5 la sua squadra, e nemmeno ha preso in considerazione la riduzione delle indennità». L'opposizione non ci sta e annuncia di voler proseguire la sua battaglia per riuscire a introdurre quegli emendamenti che prevedano detrazioni in base al numero di figli, ma anche segnali politici di revisione della spesa pubblica. «Chiediamo alla città di essere con noi in questa protesta, e non ci fermeremo finchè il sindaco non dimostrerà di essere il primo pronto a sacrifici prima di chiederne ulteriori ai cittadini» hanno concluso i consiglieri.(m.d.t.)

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