«Tasi, Teramo non è fra le più care»

Il presidente della commissione bilancio Ferrante contesta i dati della Cgia
TERAMO. «La classifica dei Comuni stilata dalla Cgia di Mestre sulla Tasi non è attendibile». Ad affermarlo è il presidente della commissione bilancio del Comune Italo Ferrante, secondo il quale lo studio che colloca Teramo al settimo posto della graduatoria nazionale, con un aumento del 31% rispetto all’ultima Imu pagata sulle abitazioni principali nel 2012, non tiene conto di elemento determinante. «A fronte di una tassazione con aliquote al massimo, con il contributo delle detrazioni derivanti dalla fascia di appartenenza in base al reddito Isee», spiega Ferrante, «si può ottenere la totale esenzione o una sostanziosa riduzione del pagamento dell’imposta». Per il consigliere comunale dell’Ncd, inoltre, «risulta difficile fare raffronti solo in base alle aliquote applicate poiché non deve sfuggire la differente realtà territoriale, sociale ed economica intercorrente tra i vari Comuni italiani». Ferrante ritiene che le dimensioni esatte dell’impatto della Tasi sulle tasche dei contribuenti saranno calcolabili solo dopo la scadenza del pagamento dell’acconto. Il termine è fissato per il 16 ottobre, per cui a fine mese l’amministrazione dovrebbe avere elementi certi sul gettito della tassa sui servizi indivisibili che quest’anno è applicata per la prima volta. Il presidente della commissione bilancio ricorda che l’amministrazione ha rinviato a quel periodo anche possibili revisioni delle aliquote contenute nel regolamento della Iuc, la nuova imposta comunale unica che accorpa Tari, Imu e Tasi. «Sarà quindi più corretto analizzare i dati utili alla redazione dell'elenco dei Comuni con la maggiore imposizione fiscale, solo dopo avere ottenuto tutte le informazioni necessarie», conclude, «evitando di creare malcontenti e malumori sia tra i cittadini che tra le forze politiche». (g.d.m.)
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