Tasi, Teramo tra le più care d’Italia

11 Settembre 2014

E’ al 7° posto nella classifica della Cgia di Mestre sull’aumento fra l’Imu 2012 e la tassa attuale

TERAMO. La Tasi sarà una stangata per i teramani. Non lo sostengono solo le opposizioni ,ma anche l’ufficio studi della Cgia di Mestre (l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese) che nei giorni scorsi ha reso noti i dati sui rincari che peseranno sulle tasche dei cittadini di 76 Comuni capoluogo di provincia con il passaggio dalla vecchia Imu del 2012 alla famigerata tassa sui servizi indivisibili (tra questi ad esempio l’illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade). Per Teramo il confronto è impietoso.

L’aumento medio per i proprietari di prime case è di 75 euro che, detta in termini percentuali, significa un aumento superiore a 30 punti percentuali. In graduatoria, la città si piazza dunque al settimo posto tra quelle con i rincari più alti, dietro soltanto a Verbania (+200 euro), Mantova (+120 euro), Prato (+117 euro), Trieste (+100 euro), la vicina Ascoli Piceno (+85 euro) e Lucca (+ 83 euro).

I dati della Cgia di Mestre partono dalla rendita catastale media e prendono in considerazione un’abitazione di tipo civile A2 – la categoria più diffusa – e le aliquote e detrazioni previste nelle delibere comunali pubblicate entro l’8 settembre sul sito del Dipartimento delle Finanze. All’appello mancano ancora molti Comuni, oltre 25 precisa la stessa Cgia, eppure già dai calcoli contenuti nelo studio emerge come a livello nazionale la Tasi sarà più leggera dell’Imu in 2 località su 3 (a Siena il risparmio maggiore, ben 374 euro ). Evidentemente tra queste non c’è Teramo dove invece si passa dai 244 euro pagati in media 2 anni fa agli attuali 319 euro da sborsare per la Tasi nelle due rate del 16 ottobre e del 16 dicembre.

Insomma la più classica delle “stangate”, anche se l’assessore comunale al bilancio Eva Guardiani invita a fare un nuovo confronto «quando saranno censiti tutti i Comuni. Per l’Abruzzo manca ad esempio Pescara che pure ha applicato come noi l’aliquota massima». «Non vogliamo certo nascondere che l’aliquota è al 2.5 per mill,e ma la rendita catastale delle abitazioni è da incrociare con l’altro criterio individuato per le detrazioni, il reddito Isee. Lo studio della Cgia non ne tiene conto». In ogni caso, aggiunge la Guardiani, «quanto effettivamente stanno pagando i teramani lo sapremo dopo il 16 ottobre. Sulla base del gettito della prima rata, come detto più volte, siamo disposti a pensare delle modifiche al regolamento Iuc senza snaturare il documento approvato in consiglio la scorsa settimana».

Di tutt’altro avviso la consigliera “arancione” Maria Cristina Marroni che parla senza mezzi termini di «macelleria sociale annunciata». Nel mirino della Marroni, più nel dettaglio, finisce la scelta di far pagare agli inquilini il 30% dell’intera Tasi, cioè il massimo previsto dalla legge di stabilità 2014. «Il sindaco Brucchi e la sua maggioranza», sostiene la consigliera dei gruppi civici, «hanno deciso di far gravare gli aumenti sulle fasce più deboli acuendo la forbice delle disuguaglianze sociali».

Fabio Marini

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