Task force di medici e infermieri per i malati a casa
TERAMO. Partono le Usca, le unità speciali di continuità assistenziali. Nel territorio della Asl ne saranno sei e la loro attivazione avverrà gradualmente in base alle esigenze che corrispondono in...
TERAMO. Partono le Usca, le unità speciali di continuità assistenziali. Nel territorio della Asl ne saranno sei e la loro attivazione avverrà gradualmente in base alle esigenze che corrispondono in particolare al numero di pazienti malati di Covid che non hanno bisogno di ricovero. Le Usca infatti forniscono assistenza medica a domicilio.Ora sono 56 i malati da curare a casa, ma si prevede un aumento. «Pensiamo di attivarne subito un paio», spiega Valerio Profeta, direttore del dipartimento di assistenza territoriale, «il primo già a metà della prossima settimana, probabilmente a Bisenti, dove abbiamo una struttura nuova e idonea». Ovviamente la Asl dà priorità alla zona rossa. Altre sedi dell’Usca potrebbero essere nei distretti di Montorio, Teramo, Martinsicuro e forse Roseto.
Nella struttura lavoreranno un medico e un infermiere per turno, che avranno a disposizione un’auto e delle attrezzature con cui prendersi cura dei malati sia sintomatici che asintomatici. La Asl farà lavorare nelle Usca unità prese dalla graduatoria delle guardie mediche: a pieno regime ne serviranno 24. Ogni Usca avrà un numero di cellulare che sarà a disposizione dei medici di base con cui ci sarà una stretta collaborazione – sebbene questi ultimi non siano chiamati a fare il giro nelle case – visto che conoscono la storia sanitaria del paziente. Si presuppone che le Usca saranno molto utili, perlomeno nei prossimi due mesi. (a.f.)

