Tassa di soggiorno, ad Alba zero polemiche
Il consorzio Costa dei Parchi la voleva dal 2020 ma accetta l’anticipo e il regolamento approvato
ALBA ADRIATICA. «Siamo disponibili a collaborare, ma prendiamo atto che non sono state accettate le nostre proposte»: così Costa dei Parchi commenta l’introduzione della tassa di soggiorno ad Alba Adriatica, cercando di fare chiarezza ed evitando polemiche dirette. Giovedì scorso il consiglio comunale albense ha approvato l’imposta già per l’anno 2019, nonostante il parere contrario del consorzio turistico. Con l’altra associazione degli albergatori Albatour, invece, l’amministrazione Casciotti ha trovato un accordo che ha previsto modifiche al regolamento e l’individuazione condivisa della destinazione dei 200mila euro di proventi minimi previsti.
A dire la sua oggi è Andrea Montecchia, vicepresidente di Costa dei Parchi e delegato del consorzio per Alba Adriatica, che precisa: «Siamo favorevoli alla tassa di soggiorno e lo abbiamo già dimostrato. Non eravamo d’accordo sulle tempistiche: avevamo chiesto di introdurla nel 2020 con maggiore cautela e dopo un percorso programmatico. L’amministrazione ha deciso diversamente e ne prendiamo atto». Montecchia poi chiarisce quanto successo negli ultimi giorni prima dell’assise civica: «Non siamo stati coinvolti in una trattativa vera e propria. Ci è stata mostrata una bozza di regolamento insieme all’annuncio dell’introduzione della tassa nel 2019. Accettiamo il testo venuto fuori dall’accordo tra Comune e Albatour, così come la decisione di investire un 10-15% nella promozione e il resto dei fondi soprattutto in opere di riqualificazione di Bambinopoli, pinete e lungomare. Noi avevamo proposto un’altra ripartizione, che dava maggiore risalto alla promozione e al miglioramento di servizi come il trasporto urbano. Se saremo coinvolti in futuro, non faremo mancare il nostro contributo».(l.t.)
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