Tassa di soggiorno, c’è il ricorso al Tar

30 Gennaio 2022

Gli operatori turistici impugnano l’aumento deciso dalla giunta, Federalberghi e Assoturismo compatti dopo anni di divisioni

ROSETO. «Nel 2018 insieme a Nugnes, Pavone e Marcone ci rivolgemmo al Tar per impedire l’istituzione dell’imposta di soggiorno, e oggi siamo pronti a presentare un nuovo ricorso contro l’esagerato aumento delle tariffe e l’allungamento del periodo di applicazione della tassa». Ad annunciare il ricorso al Tar sono le associazioni turistiche di Roseto che comprendono Roseto Incoming-Operatori turistici del presidente Giuseppe Olivieri e i vicepresidenti Anthony Romani e Daniele Cimorosi, Camping con la rappresentante Catia Soardi, Villaggi turistici con il rappresentante Bruno Ciutti e Case Vacanze con Lino Roscioli.
Dopo decenni di divisioni, inoltre, Assoturismo Confesercenti e Federalberghi Confcommercio, che comprendono circa 10mila strutture in tutto l’Abruzzo, fanno fronte comune appoggiando le associazioni turistiche di Roseto nella battaglia contro gli aumenti della tassa di soggiorno e stigmatizzando le dichiarazioni dell’assessore Lorena Mastrilli sulla pandemia. La decisione dell’amministrazione di aumentare le tariffe e allungare il periodo di applicazione da tre a sette mesi, secondo le associazioni, è una scelta totalmente inopportuna, soprattutto per il periodo di difficoltà per l’emergenza Covid. «Ciò che impressiona di più», evidenziano i rappresentanti delle associazioni, «è che gli attuali amministratori non si rendono conto della gravità della crisi che stanno attraversando operatori turistici, alberghi, camping, villaggi, ristoranti, commercianti e stabilimenti balneari, costretti ad affrontare l’impennata dei costi delle bollette e delle materie prime. In altre località hanno sospeso l’imposta per il 2022, qui addirittura l’hanno aumentata». Catia Soardi, Bruno Ciutti e Bruno Di Giacomo dello Stork, hanno le attività che registrano più presenze a Roseto. «Per 10 giorni di vacanza”, spiega Soardi, «una famiglia di 4 persone se prima pagava 40 euro di tassa di soggiorno ora ne dovrebbe pagare 60. Un aumento spropositato, contando inoltre che le nostre spese, oltre alle bollette, sono aumentate anche a causa delle misure anticovid. E io, come altri, ho dovuto ridurre le piazzole. Se prima a pieno regime ospitavo 1000 persone ora ne posso ospitare 800».
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